Indipendenza! Ma non troppa

Luca Zaia precisa la sua posizione sul referendum per il passaggio della provincia di Belluno dal Veneto al Trentino – Alto Adige, e lo fa da vero indipendentista:

Se risiedessi in provincia di Belluno, voterei per il passaggio al Trentino Alto Adige.

Però. Però,

Capisco fino in fondo le istanze di autonomia dei bellunesi. E’ scontato che il referendum avrà un risultato positivo. Se fossi bellunese, assolutamente sarei della parftita. Ma la verità è che in questo modo non si risolvono i problemi. Questa rischia di trasformarsi in una guerra tra poveri. Merita l’autonomia ed il federalismo estremo tutto il Veneto, non solo una provincia.

Un argomento un po’ strano, perché potrebbe essere riportato su una scala maggiore, al rapporto tra Regioni e Stato. Se ne esce tutti assieme, anche in questo caso, per non scatenare una guerra tra poveri?

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7 thoughts on “Indipendenza! Ma non troppa

  1. E’ tutto un problema di pagare meno tasse: l’identità culturale ed etnica, i valori della tradizione non c’entrano proprio nulla. A questo punto, se convenisse, Belluno chiederebbe di passare anche in Sicilia. E cmq è sempre stato così: le grandi rivoluzioni (tipo quella americana e francese) sono scoppiate a causa delle tasse. Ovvio quindi che il discorso di Napolitano che punta sui valori (morali e non prettamente economici) possa trovare poco richiamo…

    • Caro, i valori morali quando precipitano in articoli costituzionali e in leggi hanno un costo.

      Talvolta tale costo può risultare oggettivamente non sostenibile, talaltra può risultare soggettivamente non accettabile.

      In questi casi solitamente è più facile rivedere la Costituzione e le leggi prendendo atto della realtà, che non il contrario. Nella fattispecie si tratterebbe di rivedere condizioni di esistenza e contenuti del patto di cittadinanza tra indiuvidui e Stato (tributi in cambio di servizi) o del principio di solidarietà e unità nazionale. Tu puoi ossessionarti a scrivere un milione di volte nella Costituzione, nelle leggi, sui blog e sui muti che “l’Italia è una e indivisibile”, ma se ai costi di questo bellissimo e altissimo principio non corrispondono le risorse necessarie oppure se una parte dell’Italia ritiene che non sia più opportuni, giusto o conveniente pagarli, quelle splendide affermazioni di principio rischiano di tadursi in un pio esercizio di scrittura creativa.

      daniele,milano

      Non mi pare tanto difficle da capire.

  2. No no, scusa, non ci siamo.
    Innanzitutto, anche l’opposizione alle TROPPE tasse è di per sè un valore morale.
    Del resto, se fosse solo questione di “vil denaro”, allora anche la stessa tassazione lo sarebbe. Mica ti chiedono carezze, gorgheggi o autografi quando ti chiedono le tasse: ti chiedono soldi. Denaro sonante, e guai a non pagare. E lo stesso valga per chi chiede la “solidarietà” mediante redistribuzione perequativa fra territori. Gli “amici terùn” non chiedono aria o fiorellini di campo, chiedono Euro. E tantissimi.

    In secondo luogo, quando si comincia a sentire puzza di bruciato (che si tratti di predazione fiscale o di cassonetti di rifiuti napoletani dati alle fiamme), nasce spesso spontaneamente una domanda: non è che per caso, oltre a comportarci diversamente, siamo anche “diversi”? Culturalmente, socioeconomicamente, ecc. ecc.

    Posto comunque che tali differenze non esistano (e invece lo sappiamo benissimo che esistono, e non attengono al DNA, ma alla cultura e ad altri fattori che si “respirano” nei differenti contesti), dicevo, posto anche che non esistano, come mai l’autonomia a Belluno non verrà concessa? Ma è naturale: perchè altrimenti, oltre a sorgere qualche problemino economico là dove vivono dei nostri soldi, si creerebbe anche qualche problema di identità in generale.
    E infatti le Regioni a Statuto Speciale, se chiedi loro perchè godano di tali forme di autonomia, ti rispondono: ma perchè siamo speciali, no? Non proprio italiani come gli altri, no… speciali, ecco… insomma… DIVERSI.

  3. Il PDVeneto è sempre stato favorevole ad una maggiore autonomia della Provincia di Belluno all’interno della Regione del Veneto. Questa autonomia purtroppo non è stato possibile raggungerla sia per la gestione centralistica di Galan (che non intende devolvere poteri a Province e Comuni), sia per la gestione centralistica del Governo italiano (che non fornisce né le risorse, né le competenze necessarie alla Regione del Veneto e/o alla Provincia di Belluno). Il Partito Democratico del Veneto ha raccolto le firme A FAVORE del referendum per il cambio di Regione della Provincia di Belluno e voterà SI in Consiglio Regionale.
    Le motivazioni sono molteplici (e tutte vanno in una sola direzione):
    – il Partito Democratico provinciale di Belluno si è schierato a favore del referendum;
    – il PDVeneto ha il compito di garantire ai Veneti i migliori servizi possibili: i Bellunesi sono cittadini veneti e i migliori servizi stanno in TrentinoAltoAdige
    – la montagna viene gestita meglio dai montanari: è necessario che Belluno abbia la propria autonomia legislativa ed amministrativa
    – la montagna trentina ha dalla sua 5000 euro in più per abitante all’anno e l’economia viene sostenuta da importanti investimenti pubblici, mentre la provincia di Belluno si sta depopolando e le industrie chiudono.

    Quanto alle obiezioni leghiste secondo cui con il “federalsimo” fiscale tutto andrebbe risolto il PDVeneto risponde che:
    – i tempi per il “federalismo” fiscale sono molto lunghi e si basa su decreti attuativi: il cambio di Regione è un provvedimento molto più sicuro nel medio-lungo periodo
    – anche una volta entrato a regime il federalismo fiscale la Provincia di Belluno continuerà ad essere discriminata rispetto alle Province montane confinanti: il “federalismo” fiscale non garantisce alla Provincia di Belluno competenze particolari rispetto alla Regione del Veneto, né forme aggiuntive di finanziamento

    Quanto alle obiezioni di chi, all’interno del Partito Democratico nazionale, afferma che si tratta di prove di “secessione” o di “balcanizzazione”, il PDVeneto ricorda che la Regione Trentino- AltoAdige fa parte integrante della Repubblica Italiana e che si tratta solamente di modificare un confine amministrativo.

    Purtroppo io son sicuro, ma tutti i Democratici veneti sono sicuri, che in Parlamento il Partito Democratico nazionale deciderà di votare contro a questa iniziativa, anzi si opporrà addirittura alla sua calendarizzazione (per non dover poi giustificare il voto negativo).

    • P.S.
      Il rappresentante del PD della Provincia di Belluno che ha parlato all’Assemblea Regionale ha detto chiaramente che lui si sente Veneto, ma ugualmente si sente Italiano. Allora si è chiesto, lui che vive a pochi chilometri dal Trentino: “perché vengo trattato diversamente dai Trentini, non sono forse Italiano come loro? Evidentemente son trattato diversamente perché sono un Veneto”. “Allora”, ha detto, “tanto vale non essere più Veneto, dato che l’Italia è unita. Ma essere solo Italiano tanto quanto lo sono i Trentini.”

      In effetti è vero, come dice pinoseltz; il tipo non vuole cambiare Regione per motivi storico-culturali: infatti lui si sente Veneto. Ma vuole cambiare Regione perché si sente Italiano. Identità culturale ed etnica che, a quanto pare, ha meno valore.

      P.S. 2
      Non penso proprio che la Provincia di Belluno chiederebbe di passare alla Regione Siciliana, queste estremizzazioni sono assolutamente fuori luogo e dimostrano di non aver capito nulla del problema “dolomitico”. Ma sei un buona compagnia. Una volta c’era uno che diceva ai Democratici Bellunesi: ma di che vi lamentate, siete il 5% della popolazione veneta e nella vostra provincia vengono spese il 5% delle risorse!
      Il concetto di autonomia (cioé che loro le risorse le spenderebbero diversamente e meglio) e il concetto che “in montagna tutto costa di più” (il costo della benzina dello scuolabus dipende dall’area del comune e non dalla popolazione!) hanno grosse difficoltà di entrare nella testa di alcune persone.

  4. Una domanda:dov’erano i bellunesi nel 1959(150° ann. della rivolta di Andreas Hofer) quando le compagnie degli Schutzen sfilarono a Innsbruck portando una corona di spine in ferro simbolo della divisione del Tirolo ? Seguirono anni con violenze memorabili.Poi la mediazione della Chiesa permise ai sud-tirolesi di ottenere i loro diritti “naturali”(identita’ e autonomia).Questi bellunesi dov’erano ? E ora chiedono le briciole . Vergognatevi ! Lottate per una vs.dignita’ e per un Veneto-Stato indipendente.

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