Lotteria Italia

Mentre impazza – si fa per dire – la discussione sul futuro della Lotteria Italia, c’è un’altra lotteria Italia che resiste. E’ la lotteria del decreto flussi, del click day. Quest’anno la prima estrazione avverrà il 31 gennaio, la seconda il 2 febbraio e la terza il 3 febbraio. In palio 100mila permessi di soggiorno. Ma attenzione, bisogna essere veloci: solo i primi 100mila verranno premiati, perciò mano ai mouse. Canale preferenziale per i cittadini di quei paesi che hanno collaborato con l’Italia nella gestione dei flussi migratori.

Questo è il testo del decreto. L’Italia ha bisogno di forza lavoro, a causa delle tendenze demografiche. Lo sa bene anche il nostro Governo.

Perché parliamo di lotteria? Perché i permessi di soggiorno così distribuiti dovrebbero, secondo la normativa vigente, permettere l’ingresso a cittadini stranieri – “decreto flussi”, appunto -, ma in realtà si configura come una sanatoria, poiché concede il permesso di soggiorno a persone che già risiedono, clandestinamente, in Italia.

E allora sì, sarà proprio un’estrazione. E si vinceranno dei premi. In bocca al lupo.

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One thought on “Lotteria Italia

  1. Non ho mai capito perché un paese che ha -compelssivamente- uno dei più bassi tassi di popolazione attiva d’Europa, una disoccupazione nell’insime piuttosto contenuta ma con punte molto elevate in alcune aree e particolarmente accentuata tra giovani e donne, abbia bisogno di forza lavoro.

    Dicono che “ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare”. Se fossde davvero così, si tratterebbe di un popolo un po’ viziato. Ma siccome non credo che sia così, è più probabile che “ci sono lavori pagati troppo poco perché gli italiani possano accettare di fare”.

    Considerando che negli ultimi 20 anni circa l’8% della ricchezza prodotta si è trasferita dai salari ai profitti e alle rendite, non è forse tempo di proporre politiche redistributive a favore dei salari? E qualora i salari fossero più alti, scommettiamo che improvvisamente ci sarebbero lavori che gli italiani tornerebbero a fare? Naturalmente nessun aumento di salario è possibile senza aumenti contestuali di produttività. Ma, anche qui, varrebbe la pena dorse di guardarci un po’ meglio dentro e magari scopriremmo che nella produttività complessiva dei fattori non è tanto quella del lavoro a non crescere ma quella del capitale, per esempio perché le imprese private italiane sono quelle che investono meno in R&S e in capitale fisso in Europa.

    daniele,milano

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