Disgustorama

I ristoratori padovani se la prendono con Zaia perché mangia cinese (anche un po’ fusion, vergogna!), low cost (per giunta), a Cadoneghe, inaugurando la stagione del sushileghismo.

Piuttosto che una saporita cucina prettamente natalizia e di antica tradizione familiare (cappone, tortellini, cotechino, panettone) preferisce i ravioli fritti, i piccanti gamberi e lo zenzero caramellato. Con quale soddisfazione il governatore si batte in difesa dei saporiti prodotti veneti?

In effetti, lo zenzero caramellato, di questi tempi…

Grazie a Raffaele per la segnalazione.

Pippo Civati – anche – per On the Nord


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8 thoughts on “Disgustorama

      • Infatti.
        Portiamo a zero il discorso: centrodestra e centrosinistra sono uguali. Tutti contribuiscono a generare e a pareggiare i buchi siciliani -e laziali, campani, calabresi- (consentimi comunque di far notare che in questo perverso gioco la Lega al massimo è solo corresponsabile del ripianamento dei debiti, e proquota in misura pari al suo peso percentuale, altrimenti si finisce per stravolgere la realtà). Comunque, dicevo, sono tutti uguali.

        Benissimo. Allora cos’è che fa la differenza fra la normalità di un’amministrazione pubblica dignitosa e l’anomalia strutturale di questo schifo di paese? la Sicilia. Il Sud. Quelle sono le terre che non sanno minimamente cosa sia il buongoverno (di massa, non qualche sporadica eccezione da usare come foglia di fico). Quelle sono le terre a perdere, che producono debiti colossali, che vivono di clientele, che generano e perpetuano le mafie.
        Cosa facciamo? Mandiamo i marines? Oppure continuiamo a pagare per quieto vivere? Oppure?

        Oppure, magari, cominciamo a pensare seriamente che serva una cura greca al Lazio-Mezzogiorno: ovvero indipendenza politica reciproca fra noi e loro e aiuti solo previa ristrutturazione drastica del loro modus operandi amministrativo. Così saremmo certamente in Europa e non nella palude mediterranea dove presto o tardi ci trascineranno.

        p.s.: Stefano, lo capisce anche un cretino che la vostra preoccupazione (vostra nel senso di giovani democrats del Nord) è molto più la Lega che non i disastri del Sud. E questa è una cosa che mi fa rabbrividire, perchè io la vorrei come il pane un’alternativa. E invece non ce l’ho.

      • Ciao carissimo, quanto tempo!
        Ho sentito il vecchio Stagno prima delle feste, anche lui dopo tanti anni.
        Mi ricordo ancora quella tua colazione genovese a base di cappuccino e focaccia! 🙂

        Comunque sì, sono proprio io, quell’Alessandro Storti.
        Ti lascio la mia mail: alexstorti@libero.it
        Scrivimi allora così ci sentiamo (purtroppo non ho più i vecchi indirizzi mail)

  1. Alessandro Storti: “p.s.: Stefano, lo capisce anche un cretino che la vostra preoccupazione (vostra nel senso di giovani democrats del Nord) è molto più la Lega che non i disastri del Sud. E questa è una cosa che mi fa rabbrividire, perchè io la vorrei come il pane un’alternativa. E invece non ce l’ho.”

    Non puoi capire quanto sono d’accordo.
    E’ 20 anni che anziché cercare di capire come mai nase e crece un fenomeno politico come la Lega (che piglia abbondantemente voti in quello che era un classico bacino del PCI, a partire dagli operari iscritti alla Fiom) e agire di conseguenza, a sinistra si affannano ad attribuirle ogni male possibile salvo quelli attribuiti a Berlusconi. Il risultato è impetosamente davanti agli occhi di tutti: la sinistra vive di luce riflessa, se si spegne il Sole-Belrusconi/Lega resta il nulla più totale.

    Nel caso specifico ci si crogiola delle affermazioni di quattro bottegai padovani, piuttosto che ingorare il fatto o, se proprio lo si deve considerare, notare che Zaia non ha alcun problema a farsi una scorpacciata al cinese (sai che novità… nella terra di marco Polo!). La cosa poi più divertente è che il proprietario cinese del ristorante s’è dichiarato pubblicamente un leghista. E questo dovrebbe anche far porre un paio di domandine alla sinistra sugli orientamenti politici prevedibili qualora si desse il voto agli immigrati, prima di sbattere l’ennesima facciata contro un muro.
    E’ poi assolutamente straordianrio che su Repubblica, sempre pur di dare addosso alla Lega, oltre ad elogiare i bottegai padovani si dà del pirla al ristoratore cinese leghista, affermando che dev’essere un furbastro che è leghista in veneto come sarebbe mafioso al Sud e papista a Roma, senza accorgersi di quanto qualunquista e stupida sia un’affermazione del genere. Perché chiunque sia dotato di cervello e di dignità fa 2+2 e tra l’essere leghista al Nord o mafiso al Sud è evidente che ritenga preeribile la prima opzione.

    daniele,milano

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