Con delega al calendario leghista

Solo il fatto che esista un assessore con delega all’Identità veneta la dice lunga. Ad ogni modo, Leandro Comacchio, assessore della Provincia di Padova, dovrà pur inventarsi qualcosa. Ed ecco la geniale trovata: il Calendario dell’identità veneta, sottotitolato “del calendario e dela passiensa no se pole far sensa“.

In prima pagina, bando a Babbo Natale, “straniero e importato”, e posto all’identitaria Befana. E fin qui. Il bello arriva sfogliando il calendario.

25 marzo: Terza (terza!) Edizione della Festa del Popolo Veneto. Una tradizione millenaria.

25 aprile: scompare la Liberazione, è solo la “Festa di San Marco”.

1 maggio: domenica. Punto. Niente più Festa dei Lavoratori.

Il 2 giugno, stranamente, è ancora la Festa della Repubblica. Idee un po’ confuse, come fa notare Piero Ruzzante, consigliere regionale del Partito Democratico:

Dimenticando di festeggiare la Liberazione evidentemente dimenticano anche il grande tributo di sangue dato dai veneti all’Italia, dimenticano la medaglia d’oro per la resistenza dell’Università di Padova e il sangue di chi è morto per amare e difendere la propria terra.

Ruzzante, proseguendo, coglie il punto della questione:

Tutto ciò offende i veneti. Al massimo celebra una identità veneta che non è quella reale, che è costruita sull’ignoranza e ad uso e consumo della Lega Nord.

Ah, dimenticavo. Il mitologico calendario è stato pagato coi soldi dei contribuenti, chiaramente.

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16 thoughts on “Con delega al calendario leghista

  1. Faccio sommessamente notare che anche il calendario celebrativo unitarista italiano presenta qualche modesta falla, ad esempio quando prevede comitati pubblici veneti per festeggiare (…sì, vabeh…) 150 anni di unità. Peccato che nel 1861 il Veneto fosse felicemente asburgico, come testimoniano le cannonate prese dai savoiardi -non sono i biscotti- nel successivo 1866 a Lissa, cannonate sparate da una marina austriaca che era di fatto veneta.
    Poi, ovviamente all’italiana, il ratto del Veneto si compì egualmente, con una guerra persa (dagli italiani) e nonostante questo con un miracoloso ampliamento dei confini, suggellato dal notissimo plebiscito truffa, quello dove venivano schedati i sostenitori del no all’annessione.

    Saluti separatisti lombardo-veneti,
    Alessandro Storti

  2. Mi sembra un’identità veneta dimezzata o anche meno…
    Per carità, viva San Marco, mettiamoci pure la Festa del Santo(che si festeggia col bocolo), ma mi pare che la Seconda Guerra Mondiale e il fascismo siano eventi che hanno duramente segnato anche il Veneto. E’ vero che il 25 Aprile è il giorno della Liberazione di Milano, che non è veneta, ma lo è anche di Verona, ad esempio.

    La Festa dei Lavoratori si festeggia il primo maggio in (quasi) tutto il mondo e in (quasi) tutta Europa: eliminarla dal calendario veneto è un puro atto politico contro la sinistra. Come se in Veneto la sinistra non esistesse, il che non è vero: Giacomo Matteotti era Veneto polesano. E anche se era di sinistra, è un uomo di cui i Veneti dovrebbero andare fieri.

    Il 25 marzo è la data tradizionale della Fondazione di Venezia, data sicuramente più importante e significatica per i “Heneti”della festa dei veneti celebrata da nessuno.

    Propaganda di partito spacciata per identità veneta. Stessa cosa che ad Adro col pitocco gigante leghista dipinto sul tetto.

    P.S.
    “felicemente” asburgico un paio di palle: dalla padella alla brace, piuttosto.
    P.S. 2
    La Marina austriaca era una marina multietnica. Tra i morti di Lissa si riconoscono cognomi di austriaci, veneti, sloveni, croati, istriani, dalmati, ungheresi, cechi…

  3. Ma perché non parlare del mitico “el calendario veneto” sponsorizzato dalla Giunta Regionale Veneta e addirittura spedito a spese della Regione a tutti i Veneti nel mondo attraverso l’Associazione Oriundi Veneti…
    Leggiamo al mese di Zenaro:
    rubrica “Veci modi de dire”:
    No la xe merda, ma el can l’ha cagada. [Per chi non capisse c’è la spiegazione:]
    Se non è zuppa è pan bagnato, è la stessa minestra, la stessa pappa quotidiana, i soliti TG1, TG2, TG3 della Televisione di Stato e Company.
    rubrica “Copamosche”:
    Neo Razismo
    Savio parché a Verona i gà copà uno de bote, urlandoghe [sic!]”Teròn!”?
    Perché no’ semo ormai più ‘na Nazion, ma solo ‘na colonia de suscià.
    [trad. it.: rubrica “Ammazzamosche”:
    Neo Razzismo
    Sapete perché a Verona hanno ucciso uno di botte, urlandogli “Teròn!”?
    Perché ormai non siamo più una Nazione, ma solo una colonia di suscià.]

    P.S. dopo aver letto si dovrebbe ridere.
    Peccato solo che non mi abbiano contattato… conosco molte barzellette sugli ebrei!

  4. @ Valerio
    La Marina austriaca a Lissa era prevalentemente composta da Veneti. Quel che più conta, peraltro, ai fini del discorso, è che non erano certamente Veneti gli avversari, i savoiardi.
    Sul discorso “dalla padella alla brace”, tenuto conto di come sono messi gli Austriaci, direi che molti Veneti preferirebbero senza dubbio far parte di una “confederazione asburgica” insieme a Sloveni e altri, piuttosto che della Repubblica italiana. parere personale, ovviamente.

    p.s. piccola osservazione sul Sole delle Alpi, che vedo essere spropositatamente disprezzato, quando non addirittura apertamente odiato dall’area nordemocrat. Non è un simbolo inventato dalla Lega, ovviamente, ma soprattutto ha radici storiche lontanissime, come testimonia la sua presenza ricorrente in ambito architettonico e artigianale ed è stato riscoperto nei primi anni ottanta da associazioni culturali dell’area piemontese-occitana, fra cui la brigasca ” ‘R ‘nì d’Aigura” (“Il nido dell’Aquila”) e “El Sol d’j Alp” (traduzione superflua). Quest’ultima venne fondata da un intellettuale biellese molto rispettato e purtroppo scomparso proprio un anno fa, Tavo Burat. Costui, pur avendo avuto alcune frequentazioni con l’area culturale padanista nei novanta, è sempre stato indipendente dalla Lega. Anzi, politicamente socialista nei decenni più addietro, divenne poi un punto di riferimento per l’area ecologista e persino per i valdesi, della cui confessione mi risulta essere stato membro attivo. Un uomo dottissimo, stimatissimo e ultralaico nell’approccio alla realtà. E indipendentista piemontese convinto (a ragione) che la sua vera patria fosse il Piemonte. Certamente non un razzista nè un “barbaro”.

    Disprezzare il 25 aprile è una cazzata. Disprezzare il Sole delle Alpi, anche.

    • Che vi fossero Veneti che combatterono per gli Asburgo è confermato dal Trattato di Pace in cui il Re d’Italia si impegna a non punire i nuovi sudditi che combatterono contro l’Italia. Che i Veneti fossero maggioranza nella marina austriaca, non si sa. Anche perché è difficile attribuire l’etnia veneta o croata ai Dalmati (dai tipici cognomi in -ich). Infine, l’impero Asburgico era destinato a crollare, nell’epoca degli stati- nazione: non solo era composto da molte etnie diverse, ma queste etnie confinavano con stati indipendenti culturalmente molto più simili di quanto non fosse il resto dell’Impero (gli austriaci più simili ai tedeschi che ai magiari, i veneti più simili agli italiani che ai croati, i croati più simili ai serbi che ai cechi, eccetera, eccetera).

      p.s.
      non ho dubbi che il Sole delle Alpi abbia origini antiche e rispettabili. Lo disprezzo tanto quanto disprezzo il Va’ Pensiero, anch’esso canto dalle origini rispettabilissime: disprezzo, per entrambi, l’uso che ne viene fatto.
      Disprezzo che il Sole delle Alpi, nella versione grafica registrata dalla Lega Nord, venga appiccicato o dipinto ovunque, su proprietà pubbliche e su proprietà private di altri, su mezzi pubblici e su edifici storici, con una mania simile a quella dei cani che, pisciando, marcano il territorio. Quasi che tutto, per avere un valore, debba passarte per quel partito.
      Disprezzo inoltre l’ipocrisia di fondo, di chi poi, nelle pubbliche assembleee, procalmano il “paroni a casa nostra”, quando loro stessi, per primi, violano le prorpietà altrui appicciacandoci sopra il proprio marchio.
      Disprezzo il modo di pensare, secondo cui è ammissibile solo ciò che viene partoriro o può essere marchiato dal partito stesso. Pure l’identità di un popolo può essere manipolata, dimezzata, pur di far rimanere solo ciò che piace a quel partito.
      L’appartenenza del Veneto all’Italia non piace? Benissimo, manco a me piacciono le guerre mondiali e il Fascismo, che facciamo? Li eliminiamo dalla nostra Storia? Non li ricordiamo? Non sono eventi che in qualche modo hanno inciso sull’identità del Popolo veneto?
      La sinistra in Veneto non piace? Benissimo, a me non piace la destra. Che facciamo eliminiamo dalla Storia anche quella? Eliminiamo i contadini che si ribellarono al latifondo? Eliminiamo Matteotti, Veneto di cui si dovrebbe andare orgogliosi, colui che ebbe il coraggio di affrontare Mussolini a viso aperto e per questo fu ammazzato? Eliminiamo Silvio Trentin (federalista)e il sacrificio di tanti altri partigiani veneti, perche AL partito non piace la sinistra?

      • Mi spiace ma non concordo con parecchie osservazioni sul valore della simbologia padanista. Capisco che la Lega possa non piacere, ma chi chiede rispetto per i propri simboli deve rispettare anche quelli altrui. Altrimenti ci si mette sullo stesso piano.
        In ogni caso, la storia non si può eliminare, le creazioni umane sì. Quindi la seconda guerra mondiale e tutto l’insieme di eventi ad essa legati non si cancellano, ovviamente. L’appartenenza del Veneto all’Italia è invece uno status modificabile (come tutte le creazioni umane, anche quando qualche padre costituente ci appiccica il marchio “una e indivisibile”…)

      • Letto, letto.
        Secondo me da Adro in avanti è partita una sbandata nordpiddina che trovo quanto mai deleteria ed offensiva, soprattutto perchè ha l’obiettivo di fare di tutta l’erba un fascio.

        A voi di OnTheNord consiglio la frequentazione del sito di VenetoStato (e magari anche di PNV – Press News Veneto). Forse capireste che non esiste soltanto la Lega Nord, al Nord. Esistono anche altre realtà, certamente minori ma in espansione, che propagandano istanze autogoverniste in modo del tutto serio e ragionevole, senza rutti ideologici.

        Magari trovereste qualche spunto interessante per osservazioni sul Nord e sulle sue rivendicazioni che vadano anche al di là del “dagli al leghista ignorante, rozzo, razzista, ecc.”

        Un saluto cordiale,
        Alessandro Storti

  5. Mi spiace che tu non condivida sulla simbologia padanista, ma quello é.
    Una pulsione all’appropriazione totalizzante di tutto ciò che vive attorno al partito, ma che non p del partito. Dalle cose materiali come muri o segnali stradali, alla storia (eliminanod ciò che non gli piace), alla politica (facendo finta che gli avversari politici non abbiano una loro storia), addirittura al volontariato (vedasi assessore brasileiro Stival con la protezione civile). Poiché la loro politica è difendere l’identità “padana”, diventa tutto più facile quanto più l’identità “padana” (o veneta) coincide con l’identità leghista.
    E questo non è assolutamente un metodo nuovo.
    L’identificazione tra identità locale e Lega è portata al paradosso (per me, almeno è un paradosso): qualche anno anno fa un mio amico leghista sosteneva che l’Emilia Romagna non fosse padania, adesso forse sì. Questo perché, a suo dire, non era giusto che chi vota comunista potesse godere dei vantaggi della padania. Adesso invece che la Lega prende voti anche lì, allora adesso può fare parte della padania, dipende da come vanno le prossime elezioni. L’identità di una popolazione diventa funzione di un partito particolare.

    p.s. usare Veneto Stato per difendere la Lega Nord è un artifizio non ammissibile. Prova a difendere le politiche identitarie della Lega da Busato su pnveneto.org o sul forum…

    • Guarda Valerio che io sono iscritto a VenetoStato, seppur solo a titolo di solidarietà politica, dato che sono cittadino lombardo e non veneto.
      Non uso certo il riferimento a VS per difendere le politiche identitarie della Lega Nord, bensì per invitare la redazione di OnTheNord ad osservare anche altri esempi “nordisti” di politiche identitarie certamente non accusabili di “razzismo” e di istanze pro-autogoverno, peraltro molto più radicali -non estremiste, attenzione, ma radicali- di quelle della Lega Nord.

      Fra parentesi, io nella Lega non vedo razzismo in senso proprio, salvo rarissimi esempi personali, bensì “rutti ideologici” in ogni caso non fondati sul concetto di supremazia genetica: solo quest’ultima è razzismo, bisognerebbe imparare a usare i termini appropriati, altrimenti si fa di tutta l’erba un fascio.

      Tornando a VenetoStato, si tratta di un movimento molto giovane e determinato, che come ben dimostri di sapere non è per niente assimilabile alla Lega. Eppure uno dei fondamenti di VS è proprio la difesa dell’identità veneta, anche se in un’ottica del tutto nuova, inclusiva e non escludente, libertaria e non conservatrice. Però sono i primi a difendere la storia e l’identità veneta.
      Quando vedrò su questo sito un articolo su questa realtà politica in espansione, allora potrai invitarmi a non accostare VenetoStato e Lega Nord nella stessa categoria politica. Fino a quel momento, invece, no.

      Saluti ancora cordiali,
      Alessandro Storti

      • Alessandro, se vorrai scrivere un pezzo riguardante VenetoStato, sarò felice di pubblicarlo. L’unico vincolo è la lunghezza, su per giù come gli altri post che vedi.

      • “rutti ideologici”?
        Non sono rutti ideologici. Obbligare gli stranieri ad imparare l’italiano E al tempo stesso dare indicazioni alle sezioni comunali di impedire lo svolgimento di corsi d’italiano per stranieri, non è un rutto ideologico. E’ una strategia irresponsabilmente precisa.
        Vietare ad un imprenditore di vendere del cibo “non padano” non è un “rutto ideologico”, ma un impedimento alla concorrenza.
        Pretendere di vietare a chi ha una religione diversa da quella cattolico- padana di aprire un luogo di preghiera comune, è, nel migliore dei casi, “dittatura della maggioranza”.
        Altro che “rutti ideologici”. La Lega è un partito di governo. Non è folklore. E nemmeno dei poveri ignorantoni ritardati ai quali, poverini, va sempre detto di sì, per farli stare buoni.

  6. Non intendo fare commenti sul calendario, che è solo una delle tante esternazioni della mentalità leghista.
    Ne ho avuto una fugace visione in TV è mi è sembrato di vederci un errore, una “enne” prima di una p o di una b. Spero di essermi sbagliata o che sia l’unico.
    La superiorità veneta non sarebbe compromessa davanti agli scolari?!

    • E’ possibile. Ma è probabile che non si tratti di un errore.
      Il calendario (a quanto pare dedicato ai bambini: devono imparare da subito qual è la loro nuova identità veneta!) comprende per ogni mese dei proverbi in Veneto. Ad esempio il mese di Marzo è accompagnato dal proverbio: “tenpo matarèo: vien fora el Soe e togo l’onbreo”, in questo caso l’utilizzo dell “np” e “nb” corretto in quanto questa è la pronuncia veneta.

  7. @ Stefano

    apprezzo molto la tua proposta!
    Grazie dell’ospitalità e ti contatterò appena pronto il pezzo (cercherò di essere sintetico, del resto VenetoStato è giovane, non necessita di trattati 🙂

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