La Moschea di Torino contro gli integralismi

Questo permesso non si doveva concedere faremo ricorso al Tar perché sarebbe stata necessaria una variante al piano regolatore per consentire la costruzione di una moschea. Il luogo è inadatto. E non credo ad un islam moderato: nel resto del mondo i cristiani vengono ammazzati, il Papa lancia appelli di difesa del cristianesimo, e noi continuiamo a concedere pezzi di città agli islamici.

Trovo assolutamente divertente l’aggrapparsi a norme tecniche per nascondere la volontà politica (e per negare dei diritti sanciti dalla Costituzione). Ditelo chiaramente: il problema non è il piano regolatore, ma è il concedere a un’associazione la possibilità di trasformare uno stabile in un luogo di culto islamico.

Come fa notare Metilparaben,

Il fatto che quelli della Lega si ostinino a blaterare un giorno sì e l’altro pure che non esiste l’Islam moderato dimostra in modo piuttosto limpido che non esiste la Lega moderata.

Trovo interessanti, invece, le parole di Abdelaziz Khounati, uno dei responsabili dell’Unione dei musulmani in Italia, e presidente dell’associazione “La Palma”:

Siamo e ci sentiamo torinesi e condividiamo con la comunità locale i progetti per il futuro e la ricerca del benessere collettivo e della coesione sociale. Il nostro impegno è di contribuire, anche con questo progetto, alla reciproca conoscenza, al dialogo tra fedi, religioni e spiritualità che la nostra città da sempre è capace di rispettare e valorizzare.

Il progetto, infatti, non prevede semplicemente un luogo di preghiera, “ma spazi per riunioni e un centro culturale aperto a tutti e dove si organizzeranno corsi di lingua italiana per arabi e persone di cultura mediorientale”. L’alternativa è continuare con le “moschee” abusive – e quelle sì che, sul piano teorico, potrebbero essere “fuori controllo” – negli scantinati.

Il sindaco Chiamparino, ad ogni modo, garantisce sulla correttezza della procedura, così come Ilda Curti, assessore all’Integrazione, che non nasconde la soddisfazione:

Torino dimostra di essere una città aperta e che garantisce le libertà costituzionali. Un modello che sarà copiato da altre parti. L’associazione La Palma con senso di responsabilità ha scelto un iter trasparente e inattaccabile.

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3 thoughts on “La Moschea di Torino contro gli integralismi

  1. sarebbe interessante conoscere chi sarà l’imam della futura moschea di torino se sarà sciita o sunnita a quale scuola di pensiero appartiene chiedergli se per lui noi siamo dhimmi o fratelli e cosa ne pensi del principio libera chiesa in libero stato e se secondo i suoi principi il buon musulmano che vive nel nostro paese debba uniformarsi alla costituzione ed alle nostre leggi o seguire la shariah.

  2. te lo dico subito. Lo dice l’ articolo 13 dello Statuto dellAssociazione La palma ONLUS- Moschea del Misericordioso che ha acquistato l’immobile e gestirà il Centro: – il direttivo nomina l’Imam, scegliendolo tra persone di profonda conoscenza della religione musulmana e della società, lingua e cultura italiana (..).

    L’articolo è mutuato dall statuto che istituisce le comunità ebraiche italiane, nel quale si indica nel direttivo delle comunità (laico) la responsabilità di nominare il rabbino, il quale esercita esclusivamente attività legate al culto e agli affari religiosi, lasciando al direttivo della comunità il compito di rappresentare l’ebraismo a livello locale.
    Vale la stessa cosa. L’associazione risponde alla legge italiana, è inquadrata nell’ordinamento giuridico italiano. Tutto il resto sono chiacchiere.

  3. scusa ilda curti ma definire le mie come chiacchiere significa o non voler affrontare i problemi o aver una conoscenza del’islam piuttosto superficiale .
    il futuro imam opererà in un contesto che sarà da lui considerato dar-el-salaam (casa della pace) o dar-al- hudna (casa della tregua) o dar-al-harba( casa della guerra) ?
    ovvio che l’unica ipotesi accettabile è la prima ma gradirei esser sicuro che così la pensi anche l’imam.
    personalmente – anche se non sono praticante – ritengo sia doveroso dare a tutti i cittadini italiani o ospiti la possibilità di professare liberamente la loro religione ma visto che l’islam è tutto fuorchè monolitico ritengo sia altrettanto doveroso sapere con chi si ha a che fare anche per non lasciare una questione così importante in mano alla lega nord.

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