Sanità spinosa

Della spartizione di poltrone in atto, nella Sanità Lombarda, avevamo già parlato. Ora si aggiunge un gustoso particolare:

Nomine choc all’Asl di Milano 2, una delle più grandi d’Italia. Dal mazzo dei 702 papabili il governatore Roberto Formigoni e la sua giunta estraggono proprio il nome di Pietrogino Pezzano, classe ’47 originario di Palizzi in provincia di Reggio Calabria. Grande carriera la sua: da direttore generale dell’Asl di Monza Brianza fino alla stanza dei bottoni della sanità pubblica milanese. E un particolare: l’amicizia con gli uomini della ‘ndrangheta lombarda corredata da fotografie che lo ritraggono assieme a capibastone della Brianza come Saverio MoscatoCandeloro Polimeno.

(Continua)

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30 thoughts on “Sanità spinosa

  1. Premesso – ci tengo – che l’intervista di Bresciani al Corriere sulla lotizzazione la trovo grave per il decadimento dello stile di governo, di fronte a notizie come questa, sembrarà provocatorio, benvenga la lottizzazione della Lega se è un modo per limitare il campo d’azione a quei segmenti del PdL che in Lombardia hanno chiari legami con la criminalità organizzata.

    Bloccare la “calabresizzazione” (nel senso di budget da primo mondo e servizi da terzo) della Sanità lombarda – che, lottizzazione o non lottizzazione, è una delle migliori d’Italia e dunque del mondo sia in termini di prestazioni che di bilanci – è una priorità.

    daniele,milano

    • Mi spiace contraddirti, ma la sanità lombarda non è poi così di alto livello: nelle pagelle del ministero del Welfare del 2009 (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49259girata.asp) risultava a metà classifica, dopo Toscana e Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte (prima di Cota), Liguria, Umbria e Marche. Teniamo poi conto che la Lombardia spende ben il 70% delle sue risorse per la sanità (nel bilancio 2011 equivale a 16 miliardi su 22: non so quanti al mondo lo fanno), e ci mancherebbe quindi che non garantisse buone prestazioni…

  2. Ti informo che nei bilanci di tutte le regioni italiane la spesa sanitaria si attesta tra i 2/3 e i 4/5 della spesa corrente, la Lombardia è in media. La differenza è che la Lombardia non fa deficit, diversamente da quasi tutte le altre. Quattro regioni – lazio, Campania, Calabria e Sicilia – hanno da sole accumulato l’85% del debito sanitario nazionale, tanto che sono commissariate da tempo e che da 4 anni tutte le altre sono chiamate a un “contributo di solidarietà” che, in particolare, per il solo Lazio che ha circa 15 MILIARDI di debito, assomma a circa 300 milioni/anno, gran parte dei quali estratti dalla Lombardia. Ergo: ottimo servizio con pochi soldi. Se Obama manda i suoi a studiare questo sistema sanitario esattamente come Clinton mandava i suoi in Emilia per quello degli asili e stranamente non s’è mai visto un esperto internazionale planare a Crotone, forse una ragione ci sarà.
    Se infatti vai a vedere come funzionava (finché c’era) il fondo di perequazione regionale per la sanità, scopri che il 55% del fondo era costituito da risorse della Regione Lombardia.
    Detto questo, il ministero può piazzare la Lombardia dove vuole. Evidentemente tutti i cittadini italiani che si recano qui per curarsi – perché la Lombardia è di gran lunga la regione con il livello più alto di “immigrazione sanitaria” – sono un branco di deficienti.
    In ogni caso, visto che l’OMS mette l’Italia al secondo posto come qualità del servizio sanitario e visto che fanno media anchge disastri epici come quelli degli ospedali calabresi e siciliani, la Lombardia (insieme a Emilia, Toscana, Veneto, ecc.) è sicuramente uno dei territori in cui i cittadini sono curati meglio.
    L’incidenza della spesa sanitaria sul bilancio regionale, infine, di per sé non significa molto. intanto perché poi ci sono quelle regioni che fanno deficit e poi perché dipende dall’entità dei trasferimenti statali alle regioni e quelli alla lombardia sono i più bassi se considerati in termini pro capite. Meglio calcolare la spesa rispetto al PIL. I 16 MLD di cui parli sono circa il 5% del PIL lombardo. La media nazionale sta intorno al 7,5%, paesi con sistemi sanitari terrificanti come gli Usa stanno abbondantemente sopra al 10%.
    A margine, non so se hai letto che i commissari mandati dal Ministero dell’Economia in Calabria hanno scoperto che nella più grande ASL della Regione non esistevano neppure bilanci scritti, ma i conti venivano chiusi mediante dichiarazione verbali “certificate” dei dirigenti sanitari… dichirazioni verbali certificate e una bella miliardata di debito sanitario che naturalmente si accollano i cittadini delle “regioni virtuose”.

    daniele,milano

    • La Lombardia non fa deficit grazie anche ai cittadini che pagano dei bei ticket, e grazie anche a un bel po’ di derivati che servono a coprire il bilancio (fino a quando non dovremo restituirli con salati interessi: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/06/bond-derivati-regionali-catena-santantonio.shtml?uuid=bcd2f994-5b29-11de-be87-6caca1264ef2).
      E meno male che arrivano cittadini da altre regioni (e che quindi ci pagano, aggravando così il loro bilancio) altrimenti non ce la faremmo a sostenere il sistema formigoniano! Alla fine, quindi, gli ridiamo indietro parte di quello che ci prendiamo.
      Fa davvero ridere sentire Obama che manda i suoi a studiare il nostro sistema: visto che vogliamo spingere il nostro modello proprio verso quello che Obama vorrebbe cambiare… (e cioè: lui vuole farlo diventare pubblico, Formigoni invece spinge per il privato! E va beh…)

      • “E meno male che arrivano cittadini da altre regioni (e che quindi ci pagano, aggravando così il loro bilancio) altrimenti non ce la faremmo a sostenere il sistema formigoniano!”

        No, non è “meno male”, non accede per caso, non è un dono del signore, né una coincidenza astrale: è il risultato netto e lineare del fatto che cliniche e ospedali della Lombardia sono migliori di quelli da cui provengono quei cittadini. E’ dunque il frutto di una cultura e di una tradizione del lavoro e del lavoro nel settore sanitario in oparticolare, di un modello gestionale, di un’amminsitrazione, di una programmazione, di complessiva maggiore efficienza ed efficacia della spesa. Caspita, possibile che tu faccia così fatica a riconoscerlo?

        “Alla fine, quindi, gli ridiamo indietro parte di quello che ci prendiamo”. Neppure lontanissimamente. A seconda delle fonti statistiche, ogni cittadino (dico cittadino, non contribuente) lombardo versa tra i 4.000 e i 4.600 euro all’anno nelle casse centrali in più di quello che gli torna in termini di prestazioni/servizi/investimenti (CGIA MESTRE, Unioncamere Veneto, Luca Ricolfi “il sacco del Nord”). Il che significa qualcosa come 12-14.000 euro per una famiglia di 3 persone… una cifra gigantesca, parti a circa il 15% del PIL regionale in termini aggregati, che nessun altro cittadino dell’Unione Europea versa “in solidarietà” nazionale verso le regioni “meno fortunate”. Gli stessi soldi che NON servono a raccogliere il pattume di Napoli né ad avere un servizio sanitario meno peggiore che nel terzo mondo in Calabria o Sicilia, né a completare in meno di mezzo secolo una cazzo di autostrada tra Salerno e Reggio Calabria, gli stessi soldi che servono a coprire una voragine di 15 MILIARDI di debito della sanità del Lazio o di 12 MILIARDi del Comune di Roma, a pagare un numero stratosferico di pensioni di invalidità in tutte le regioni del Mezzogiorno oltre che in Umbria e Liguria, ad assumere 4.500 nuovi dipendenti pubblici in un colpo solo alla Regione Sicilia che ha 27.000 dipendenti con 5 milioni di abitanti contro i 3.900 dipendenti della Regione Lombardia con 10 milioni di abitanti, eccetera, eccetera, eccetera.

        Continuia a difendere questo stato di cose, mi raccomando, e vedrai quanto consenso riuscirai a raccogliere da queste parti. Sei la migliore propaganda anche per i più mirabolanti e incredibili progetti secessionisti, altro che federalismo fiscale!

        daniele,milano

  3. @ Pinoseltz

    forse non hai ben presente un aspetto della complessa questione della ricchezza delle nazioni (e delle Regioni): se in Lombardia restassero gran parte dei fondi che cittadini e imprese della stessa versano ogni anno a Roma con biglietto di sola andata, potremmo costruircene tre di sanità formigoniane. E anche realizzare una metropolitana che parte da casa tua (o da casa mia) e arriva in centro a Milano.

    Invece, grazie ai colossali furti di risorse messi in atto da mamma Roma, dipendiamo finanziariamente appunto da bond pazzoidi, da oneri di urbanizzazioni a tutti i costi (per quanto riguarda le finanze comunali), da semafori “intelligenti” e altre amenità viabilistiche concepite al solo scopo di raccattare multe, da ticket su ogni cosa e via dicendo. In altri termini, le amministrazioni territoriali lombarde (Regione, Province e Comuni) devono sempre e solo far cassa perchè la stragran parte delle risorse prodotte sul territorio finisce in altri lidi, con i ben noti risultati che conosciamo.

    Che poi molti amministratori lombardi siano ladri, molti incompetenti e molti ancora coglioni, questo è fuor di dubbio. Ma fingere che le colpe principali delle nostre contraddizioni (peraltro enormemente inferiori a quelle altrui) dipendano da noi stessi e non invece, come in effetti è, dal sistema statuale italiano che ci deruba, beh, questo è decisamente troppo.

    Saluti separatisti lombardi,
    Alessandro Storti

    • Expo 2015 ce la finanzia lo Stato. Così, per fare un esempio. La Lombardia ha dato e dà tanto, ma riceve anche tanto in cambio: se si separasse, andrebbe in default nel giro di pochi anni. Garantito.
      Cominciamo cmq a fare in modo di non essere governati dagli amministratori che tu hai menzionato, e di metropolitane, anche personali, ne facciamo a iosa.
      Di sanità formigoniana me ne basta una, grazie. Anzi, già questo dovrebbe essere smantellata. O vogliamo vedere altre cliniche Santa Rita proliferare? (giusto per fare un esempio…)

  4. L’Expo 2015 ce lo finanzia lo stato?
    Forse non hai ben chiaro il fatto che ciò che viene finanziato da Roma -peraltro ben poca roba- è un ritrasferimento parzialissimo -ripeto, parzialissimo- di quanto noi cittadini e imprese lombarde versiamo annualmente allo stato stesso.
    Conosci “Il sacco del Nord” di Luca Ricolfi? Mi pare di no. Leggilo e poi riparliamo di chi finanzia chi.
    Quanto al default di una Lombardia indipendente non apprezzo questo genere di battute (però devo ammettere che mi viene da ridere).
    Dunque, giusto per fare un esempio, visto che ti piacciono gli esempi: l’Italia, nonostante il debito pubblico più alto al mondo, non è in default. E nonostante da mesi imperversi la crisi valutaria e quella dei debiti sovrani, quasi nessun economista si è ancora sognato di dire che l’Italia è a rischio default (fra parentesi, secondo me lo è, ma tant’è).
    Ebbene, ora spiegami, di grazia, come potrebbe mai finire in default la parte più avanzata e ricca del suddetto stato italiano, quella Regione Lombardia che fattasi Repubblica Lombarda indipendente nell’Unione Europea, diverrebbe titolare di tutte le risorse che oggi vengono prodotte dal territorio e sperperate altrove. Stiamo parlando del territorio più produttivo e fiscalmente più sfruttato d’Europa, non della Magna Grecia-Grecia che magna. Che guarda caso non fa default proprio perchè ci sono i fessi lombardi a ripianare i conti.

    Quanto ai politici da prendere a calci nel sedere (poi chiudo):
    io so che siete del PD, quindi non pretendo che trattiate la Lega con i guanti. Però mi permetto di fare un’osservazione, a margine di quella di daniele,milano, relativa al fatto che un posto ad un leghista è meglio che un posto ad un pidiellino calabrese o amico dei calabresi.
    Secondo voi, immagino, la colpa principale della Lega è quella di prendersi i “suoi” posti invece di ritrarsi sdegnosamente di fronte alle nomine puzzose di Formigoni, facendo cadere la sua giunta (diciamo un’operazione simile a quella di Desio). E io, da elettore indipendente ma prevalentemente leghista dico: benissimo, la Lega faccia cadere Formigoni.
    Però allora spiegatemi perchè il vostro partito, il grande e democratico e magnifico PD salvatore del bene comune:
    1) è ancora pienamente condizionato dalla presenza di Bassolino e dei suoi uomini in gran parte della Campania?
    2) è pappa e ciccia con personaggi a dir poco inquietanti in Calabria, come dimostrano le candidature che hanno appoggiato Loiero alle Regionali 2010?
    3) è stampella di Lombardo e delle sue deliberazioni clientelistiche in Sicilia?
    4) vuole allearsi (l’ha detto Bersani, mica BibìBibò) con quell’UDC che un giorno sì e l’altro pure vede propri esponenti nel Sud coinvolti in operazioni degli inquirenti contro la criminalità organizzata e la corruzione nella P.A.?

    Chi è senza peccato scagli la prima pietra. O, almeno, si occupi di RAPPRESENTARE davvero il NORD, difendendone le molte ragioni, e non di attaccare in ogni occasione l’unico partito che, negli ultimi vent’anni, almeno a parole, qualcosa di buono sul Nord l’ha detta. Siete ancora in tempo per diventare autonomisti (di sinistra) per davvero. In fondo basta avere l’umiltà di tornare alle origini, a quel socialismo milanese e turatiano di fine ottocento che voleva la creazione dello Stato di Milano, una sorta di Padania ante litteram. E basta avere anche la lucidità di non confondere ad ogni pie’ sospinto il Nord e le sue sacrosante ragioni con la Lega o con CL. Altrimenti il Nord, non avendo alternative politiche credibili, continuerà a votare verdi e azzurri, perchè almeno loro non gli dicono ogni giorno che fa schifo.

    Saluti separatisti lombardi e, in ogni caso, grazie per l’ospitalità,
    Alessandro Storti

    • No, guarda, la colpa della Lega per me è di NON ESSERE CAPACE di governare.
      Poi tu parli di pappa e ciccia, parliamo anche di “calici amari”. In quanto all’Udc, non mi pare che sia stato un ministro del Pd ad offrire un dicastero a Casini in questi giorni… Cmq, Bassolino non è stato ricandidato.
      Come hai detto giustamente tu, qui nessuno può scagliare pietre, però in fatto di battute, nemmeno tu scherzi quando parli di “Repubblica Lombarda indipendente nell’Unione Europea”. Dai, per favore…
      E per chiarire: per me l’Italia è a rischio default. E lo sarebbe anche la Lombardia se fosse sola (specie se gestita come la Credi-Euro Nord…).
      In un’epoca globale si consiglia alle aziende di unirsi per essere più competitive, e noi che facciamo? Frazioniamo gli stati… E dire che l’esempio della Germania dovrebbe servire da lezione a tutti.
      Il nord va rappresentato per difendere i diritti della sua gente non per solleticare in maniera scriteriata i vari egoismi: tutto questo rischia di portarci solo allo sfascio.

      • Egoismi?
        Sei in grado di distinguere tra solidarietà e furto? Cioè, spiegami un attimo: tu ritieni che dovremmo tutti starcene buoni e tranquilli mentre ci sfilano 40-45 miliardi di euro per comprare camion della spazzatura che poi vengono sistematicamente bruciati realizzando il miracolo di non riuscire a fare in una città che sivorrebbe in uno dei paesi più ricchi e progrediti del pianeta quello che riescono a fare anche in Angola, cioè raccattare quattro sacchi di pattume dalle strade?

        Tu ritieni che dovremmo stare tutti buoni e tranquilli pagando regolarmente i ticket sanitari mentre altre regioni offrono generosamente i servizi gratuitamente salvo poi creare buchi di bilancio che vengono ripianati anche grazie al sostanzioso contributo che viene dalle nostre stesse tasche?

        E tu ritieni che dovremmo assistere buoni e tranquilli mentre per mandare avanti un sistema politico centrale che fa da mediatore tra un capitalismo parassitario costituito dai grandi “imprednitori” del Nord che staccano biglietti autostradali anziché costruire fabbriche e plebi assistite del Sud che vendono il voto per un pacco di pasta o per una finta pensione di invalidità pagando questo mostruoso circo con la ricchezza prodotta da piccoli e medi imprenditori strangolati da fisco e burocrazia, lavoratori dipendenti prevalentemente del settore privato sottopagati e lavoratori precari ipersfruttati, perché altrimenti saremmo egositi?

        E dovremmo stare tranquilli e buoni, pena l’essere tacciati di egoismo, a leggere che a Bologna ogni cento euro di IRAP versata nelle casse del fisco se ne evadono 5,3, a Milano 6,2, mentre a Crotone se ne occultano 173,3 e a Vibo Valentia 184,4
        (http://parlamentonord.com/documents/Sintesi-evasione-Irap-06.pdf)? Non credi che ci sia un filo, ma proprio un filo ma proprio un filo di leggitimità nel giramento di balle che può venire a un contribuente tartassato della Lombardia quando gli chiedono di versare in “solidarietà” una montagna di denaro che si trasforma in risorse INUTILI a risolvere problemi decennali altrove?

        Ma dico, a sinistra siamo ancora capaci di riconoscere il valore del lavoro, dell’onestà e della lealtà allo Stato e condannare il fancazzismo, il parassitismo, l’illegalità e le furberie ai danni dello Stato 8e dunque della collettività), magari realizzati con la più classica delle commedie napoletane del chiagne-e-futte, o No?

        Hai visto che da qualche anno ci sono piccole e medie imprese che migrano non già verso la Romania per risparmiare sui salari, ma verso la Svizzera, l’Austria e la Slovenia perché anche se devono pagare di più i lavoratori hanno sistemi burocratici, fiscali e dotazioni infrastrutturali migliori?

        Quanto pensi che sipossa andare aavanti così? Non ti è mai venuto in mente che se quando muore la pianta muoiono anche i parassiti? Chi paga il pedaggio al casello e l’assegno della finta pensione d’invalidità se le imprese del Nord vanno in vacca?
        Se la nave va a picco e scatta il “si salvi chi può”, è il caso di considerare che probabilmente il Nord-centro può, il resto del paese No. A quel punto tu ritieni di poter contrastare le spinte separatiste? Auguri!

        daniele,milano

  5. “Altrimenti il Nord, non avendo alternative politiche credibili, continuerà a votare verdi e azzurri, perchè almeno loro non gli dicono ogni giorno che fa schifo.”

    Ecco, a me questo sembra davvero centrale dal punto di vista politico. Finché da sinistra continueremo a dire che fa schifo tutto anche quando oggettivamente non è così (come per esempio è il caso della sanità in Lombardia comparativamente a gran parte del resto d’Italia e non solo d’Italia), inevitabilmente terremo gran parte dell’elettorate ad anni luce di distanza.

    La Lombardia – pinoselz – e, più in generale, l’area lombardo-veneto-emiliana è uno dei territori più ricchi d’Europa (dunque del mondo). Vatti a prendere un po’ di statistiche e vedrai che sotto ogni profilo queste aree hanno perfomace più alte della media di quelle di un paese come la Germania. Non significa certametne che tutto vada bene e sia perfetto, cè moltissimo da fare e da migliorare. Ma le continue lagnanze e lo sputare nel (ricco) piattio in cui si mangia, sono onestamente comportamenti non solo moralmente di dubbio gusto, ma politicamente – come mi sembra lampante dai risultati della sinistra da queste parti – assolutamente suicidi.

    Solo qualche caso, giusto per esemplificare:
    – nel pieno della “peggior crisi dagli anni Trenta a oggi” il tasso di disoccupazione nelle regioni citate si attesta intorno al 6%, che significa 2-3 punti sopra al tasso frizionale che si ha in fasi di piena occupazione. Una condizione che credo possa fare invidia al 99% dei lavoratori del pianeta (Istat);
    – le stesse aree – per inciso – registrano i più alti tassi di popolazione attiva e di occupazione femminile, pressoché uniche in Italia ad essere più o meno in linea con gli obiettivi dell’Agenda di Lisbona (Istat);
    – il Nord Italia produce circa il 73% dell’export del Paese, il che significa che – singolramente considerata – è un’area con vocazione all’internazionalizzazione più alta della stessa Germania (Istat);
    – non per caso Milano è la seconda città del mondo non capitale per numero di rappresentanze estere (consolati);
    – non per caso il valore aggiunto indusitrale pro capite di queste regioni è più alto di quello tedesco, francese o inglese e lo stesso si può dire più o meno per il PIL pro capite (Fondazione Edison);
    – l’incidenza degli IDE (investimenti diretti esteri) in Lombardia è esattamente lo stesso che in Germania. Non per caso il 77% degli investimenti esteri in Italia si distribuiscono tra Lombardia (circa il 50%) e Piemonte (27%) e oltre metà delle multinazionali estere in Italia ha sede nella sola provincia di Milano che, al contempo, è sede della maggior parte delle multinazionali italiane (Siemes-Ambrosetti);
    – La Lombardia (seguita da Veneto ed Emilia) è la prima regione per quota di popolazione straniera sul totale della popolazione e proprio queste regioni sono quelle che hanno le migliori performace in terimini di accoglienza e integrazione (Caritas-CNEL), tasnto che oltre metà delle nuove imrpese create a Milano ogni anno sono di titolari extracomunitari (Camera di Commercio di Milano);
    – la Regione Lombardia è la regione italiana con la più bassa quota di bilancio destinate alle spese di funzionamento (Regione Lombardia) e quella i cui costi complessivi pesano meno sulle tasche dei contribuenti (minor spesa pro capite per costi di funzionamento dell’assemblea, minor numero di dipendenti per abitanti, minor numero di dirigenti per dipendente);
    – la Lombardia registra di gran lunga il più basso livello di evasione fiscale in rapporto alla ricchezza prodotta (Agenzia delle Entrate), tanto da collocarsi in Europa allo stesso livello della Svezia, superando la Germania, in termini di fedeltà fiscale;
    – Lombardia, Veneto e Trentino Aloto Adige sono le uniche tre regioni italiane in cui la previdenza sociale è in attivo, non ci sarebbe cioè bisogno di alcuna riforma pensionistica perché le entrate coprono abbondantemente le uscite (rapporto sulla regionalizzaizone del bilancio dello Stato, Ministero Economia);

    Tutto questo -e avrei potuto continuare- si registra nonostante:
    a) uno dei livelli di pressione fiscale (in particolare sul lavoro e sulle imrpese) più alti d’Europa e del mondo. Livello che, in termini reali è ancora più alto, poiché in un contesto nazionale di alta evasione fiscale chi paga le tasse le paga anche per chi le evade;
    b) il più alto livello in Europa di risorse “devolute” in “solidarietà nazionale”, pari a circa il 15% del PIL in Lombardia e intorno al 10-11% in Emila e Veneto, contro il 3,5% della Baviera o l’8% della Catalogna (cfr. CGIA Mestre, Unioncamere Veneto su “residuo fiscale”);
    c) dotazioni infrastrutturali con livelli tra i più bassi d’Italia (in termini relativi, cioè rapportando i km di ferrovie o strade presenti alla popolazione o al PIL) e d’Europa;
    d) un corpus normativo tra i più “pesanti” d’Europa (cioè un costo dei tempi dedicati alla borocrazia da parte di imrpese e cittadini tra i più alti);
    …non continuo perchè sui difetti del paese mi sembra che siamo tutti abbastanza ferrati.

    Ora, ci sono aspetti senza dubbio critici, sicuramente ci sono margini di miglioramento in molti campi e probabilmente senza agire rapidamente c’è il rischio concreto di declino.
    Ma non riconoscere i punti di forza e le eccellenze (e, se vogliamo, anche esserene un po’ orgogliosi) è un grossolano errore analitico, un errore politico e una miseria in termini intellettuali e morali. Soprattutto se questo modo di fare serve solo ad affermare (a se stessi) quato è cattivo Formigoni o, sil piano nazionale, quanto è cattivo Berlusconi.

    Chi vive da queste parti ed è capace di guardare un palmo più in là del proprio naso e un po’ oltre la meschinità della propaganda politica, credo che dovrebbe ritenersi fortunato. Trovo miserevoli i frignettamenti e le lagne di chi abita in uno dei pochi “superattici” del mondo, li trovo un insulto ripetto ai più che vivono in dimore ben più modeste se non nella devastazione delle tante baraccopoli globali. Un conto è criticare proponendo miglioramente e soluzioni, contribuento a un generale progresso, altro è sputare su tutto senza rispetto né prospettiva. Davvero, su da doss!

    daniele,milano

    • Bah, tu elenchi una serie di dati, e poi io vedo fabbriche che chiudono, multinazionali che se ne vanno, trasporti pubblici e servizi da terzo mondo, scandali nella sanità, una Milano che non riesce a garantire il servizio pubblico di trasporto all’ultimo dell’anno (e meno male che tu la giudichi “la seconda città del mondo non capitale per numero di rappresentanze estere”: bella figura…), PM10 alle stelle (eccellenza di cui essere orgogliosi, con tanto di sanzioni da parte della UE ). E potrei andare avanti elencando anche le idiote ordinanze ed iniziative di certi sindaci (giusto per stare sull’argomento accoglienza).
      Miglioramenti e soluzioni? Semplice: non lottizzare ma mettere al primo posto la meritocrazia, ad esempio. Visto?

      • “tu elenchi una serie di dati”, ti ho messo, dove le ricordavo a memoria le fonti. Vatteli a leggere che forse vale più una ricerca di un istituto statistico che non quello che vedi tu.

        “fabbriche che chiudono, multinazionali che se ne vanno”. Vero, Non pensi che risparmiando qualcosa sul fiume di risorse che la Lomabrdia versa per NON risolvere un cazzo a Napoli forse potremmo sostenere meglio le imprese e trattenere di più le multinazionali? Quello del collasso del sistema è esattamente il rischio che pavento.

        “trasporti pubblici e servizi da terzo mondo”. Evidentemente non hai mai messo piede altrove in Italia, spesso da Roma in giù
        E anche qui: forse se non dovessimo ripianare 12 MILIARDI di buco di bilancio del Comune di Roma accumuulato soprattutto grazie ai deficit dell’ATAC e non solo da Alemanno ma anche dalle giunte Veltroni e Rutelli, con finanziamenti straordinari da 500 milioni/anno da qui al 2045, magari potremmo diporre di due spiccioli in più per fare funzionare meglio l’ATM e gli altri servizi.

        -“scandali nella sanità”. Anche questo è vero. E deprecabile, e grave. Ma chissà perché i lombardi non vanno a curarsi in Calabria (e scommetto, neppure tu), mentre i Calbresi e tanti altri vengono a curarsi in lombardia. Tutti scemi?

        – “PM10 alle stelle “. Questo è vero, senza “se e senza ma”. fa parte di quei problemi oggettivi sui quali lavorare anziché lagnarsi delle cose su cui onestamente non c’è niente di cui lagnarsi.

        – “sull’argomento accoglienza”. Ripeto, vatti a leggere i rapporti CARITAS-Migrantes e CNEL (che non sono diretti da Borghezio, Gentilini & C.) e poi ne riparliamo.

        – “lottizzare ma mettere al primo posto la meritocrazia, ad esempio”. Certo. Un po’ come nella mirabolante sanità del Lazio con Marrazzo (e anche con Storace), nella meravigliosa sanità calabrese di Loiero (e anche di Scoppelliti), nell’eccellenza quasi svizzera della sanità siciliana di Lombardo sostenuto dal PD (ma anche di quello che mangiava i cannoli) o nella perfetta sanità campana de ‘O Re Bassolino. Facile polemica a parte: il merito lo puoi valutare sui risultati. I risultati (non senza trascurare le aree di criticità e i singoli fallimenti) mi pare che parlino abbastanza chiaro: bilancio sanitario in attivo, livelli di assistenza di qualità medio alta comparativamente al resto d’Italia e anche d’Europa, spesa sanitaria sul PIL tra le più basse d’Europa. Con questi risultati potrebbe esserci anche Totò u’ curtu in persona a gestire gli ospedali, che francamente (ripeto, senza lavorare sulle criticità e i singoli fallimenti) mi andrebbe bene.

        daniele,milano

  6. “Continuia a difendere questo stato di cose, mi raccomando, e vedrai quanto consenso riuscirai a raccogliere da queste parti. Sei la migliore propaganda anche per i più mirabolanti e incredibili progetti secessionisti, altro che federalismo fiscale!”

    Daniele, io non difendo niente: critico solo l’attuale sistema lombardo, che potrebbe funzionare meglio se gestito in maniera corretta. Sei tu che difendi Formigoni: padronissimo di farlo, per carità, però rendiamolo palese.

    • pinosels, lungi da me difendere Formigoni, ma:
      – se mai Formigoni (o Berlsuconi, o chiunque) facesse qualcosa di buono (e qualcosa di buono perbacco riuscirà ben a fare), ritengo non solo giusto ma anche conveniente (per non risultare del tutto non credibile) riconoscerglielo;
      – attaccarlo sulla sanità è ridicolo. Prova a dirlo a uno che viene da altre parti d’Italia a curarsi: ti riderà in faccia. Attaccalo, se questo è il tuo scopo, sui punti di reale debolezza.
      – io difendo le eccellenze di cui questa regione è ricca, al di là di chi la governa, cercando di portare a conferma delle mie argomentazione dati il più possibile oggettivi.
      – riterrei assai più costruttivo: a) partire dalle eccellenze per risolvere le criticirtà, b) proprorre un proprio programma anziché stare sempre lì col ditino puntato sull’avversario.

      E’ dal 1994 che quello che era il mio partito passa il suo tempo alternando inutili pippe mentali sugli assetti interni, i nomi, le formule e le alleanze con il gridare “al lupo al lupo” verso Berlusconi, Bossi, Formigoni ecc., senza mai proporre uno straccio di visione, un programma e un’azione politica. Il risultato – a proposito di meritocrazia – è che un partito che si proponeva di mettere insieme gli eredi dei due più grandi partiti della cosiddetta prima Repubblica raccoglie meno voti di quando era dichiaratamente filosovietico e anticapitalista, tanto che – particolarmente qui in Lombardia e nel Nord (cioè dove c’era la sua base elettorale più solida, i lavoratori – non vede palla da anni. L’unica speranza di battere l’avversario politico è riposta nelle spaccature all’interno del centrodestra, nei marchingeni elettorali che danno più seggi che voti o nella scomparsa fisica di Berlsuconi. Con l’effetto che con tutta probabilità al prossimo giro la Lega sarà primo partito al Nord o comunque anche in Lombardia, il PD perderà altri pezzi a favore del “terzo polo” e altre fette di elettorato a favore di tutti e del non voto. Non mi pare questo gran risultato… penso tu possa concordare.

      daniele,milano

      P.S.: se vai tra i lavoratori (compresi i dipendenti della grande industria, e non parliamo neppure degli autonomi) ti renderai conto che qui la Lega è il partito più votato, insieme al PdL e più del PD oltreché, sideralmente, più che di SEL o PRC-PDCI. Ci sono elettori leghisti persino tra gli iscritti FIOM (anche su questo, le prime ricerche di Camera del lavoro di milano risalgono ai primi anni Novanta, leggitele). Da par mio, se si va avanti a ‘sto modo, prima o poi li seguo: sa mai che si combini di più con un leghista magari – per stare allo stereotipo- un po’ rozzo e ignorante, ma pratico, impeganto e volenteroso che con “compagni” che non fanno altro che lagnarsi e sputare su tutto e su tutti.

      daniele,milano

      • Non dico che la sanità in Lombardia sia carente, ma che potrebbe essere gestita meglio. Teniamo conto che Formigoni ha ereditato un sistema sanitario che era già eccellente, ma non mi pare l’abbia migliorato pur avendo più risorse rispetto al passato.
        Sui punti deboli (come ambiente e trasporti pubblici) abbiamo scritto, eccome.
        Non sono d’accordo quando dici che il PD non ha uno straccio di programma. Sicuramente è un partito che ha al suo interno diverse contraddizioni (non a caso, come dici tu, mette insieme gli eredi dei due più grandi partiti della cosiddetta prima Repubblica) e questo gli ha fatto pagare uno scotto in termini di voti. Io però guardo con fiducia al futuro del partito (perché a differenza di altri un futuro ce l’ha), contando sulla nuova generazione, ai ragazzi come Stefano.
        Senza bisogno di leggere dati o tabelle, so anch’io purtroppo che una alta percentuale dei lavoratori vota per la Lega. In tempi di crisi è sempre stato così: si ascolta più la pancia della testa. Mi auguro ci si accorga al più presto della vacuità delle promesse padane. Noi intanto continuiamo a portare avanti le nostre proposte ed a smascherare la falsa politica della Lega.

  7. Daniele, stiamo parlando della Lombardia: che mi frega di ciò che accade in Sicilia, Campania ecc. ecc. Vivessi là, criticherei quelle gestioni
    Secondo il tuo ragionamento, poi, l’Italia è il paradiso, se la confrontiamo con il Sudan: io invece il confronto lo faccio con chi sta meglio di noi, e mi dico: cavolo, perché non si fa come fanno lì?
    La Lombardia ha enormi potenzialità e risorse, su questo concordo con te, e potrebbe andare meglio, però gestita in questa maniera scellerata, è una regione che continua a perdere posizioni, in Italia (dove cmq rimane su perché nel paese dei ciechi l’orbo è re) e soprattutto in Europa.

    “E tu ritieni che dovremmo assistere buoni e tranquilli mentre per mandare avanti un sistema politico centrale che fa da mediatore tra un capitalismo parassitario costituito dai grandi “imprednitori” del Nord che staccano biglietti autostradali anziché costruire fabbriche e plebi assistite del Sud che vendono il voto per un pacco di pasta o per una finta pensione di invalidità pagando questo mostruoso circo con la ricchezza prodotta da piccoli e medi imprenditori strangolati da fisco e burocrazia, lavoratori dipendenti prevalentemente del settore privato sottopagati e lavoratori precari ipersfruttati, perché altrimenti saremmo egositi?”

    Qui sono d’accordo con te. Però la soluzione non è la disgregazione della nazione, quanto piuttosto eliminare le storture di cui parli: sono quelle che fanno andare male tutto, non il fatto che l’Italia sia unita o meno. E non significa che dobbiamo starcene buoni e tranquilli. Anzi…

    • Guarda, io vengo da una tradizione internazionalista in cui si diceva “non più confini, non più frontiere, solo ai confini rosse bandiere”) e il mondo non si divideva in paesi ma in classi. Il tricolore era ben nascosto deitro una gradne bandiera riossa con la falce e il martello e cantare l’inno di mameli era una roba che si riteva degna solo di un militante neofascista del MSI. Più o meno la penso ancora così e dell’Unità o della disunità d’Italia non me sbatte francamente un cazzo. A me interessa il Lavoro, perché molto prima che un italiano sono un lavoratore. Punto.

      Ciò premesso, non esiste parlare di alcunché (neppure della Lombardia) senza collocare quello di cui si parla entro un contesto (per esempio le altre regioni italiane). Io non ho paragonato l’Italia al Sudan, ho paragonato tre regioni del Nord Italia con la Germania e ti ho detto (e citato le fonti) che su molti parametri sono meglio della stessa Germania, nonostante si portino in groppa regioni che sono peggio della Grecia. Questo sì, mi sembra quasi un miracolo.

      Ho anche detto che non considero la Lombardia perfetta (sono mica scemo!), ma che forse è il caso di essere consapevoli che molte delle cose che non funzionano non possono essere migliorate in parte per ragioni culturali o di classe dirigente (e qui hai ragione tu) ma ANCHE perché cacciamo 40 MILIARDI di euro all’anno per mantenere un baraccone inefficiente che finirà per farci affondare tutti quanti nel Mediterraneo… riterrei in quel caso più opportuno attaccarsi mani e denti alla Germania e lasciare scivolar via il resto, francamente. Questa situazione non mi sembra poi così lontana nel tempo, se continuiamo così.

      Sarei ben felice se qualcuno anziché balterare di Fomigoni (discorso irrilevante) se la pigliasse col grande capitalismo parassitario del Nord, con le plebi assistite del sud che esultano alla liberazione dei boss e con i grassi porci del Palazzo romano che vengono eletti dai secondi concedendo protezioni ai primi, tutto con le risorse nostre.
      Purtroppo noto che nella cosiddetta “sinistra” si va spesso più d’accordo con Confindustria che con la FIOM, che si privatizzano a 4 lire le imprese statali regalandole ai parassiti mentre si precarizza coi pacchetti Treo il lavoro, si ciarla di mercato e libersimo come manco Reagan e la Thatcher messi insieme e si elargiscono ricche prebende a invalidi che guidano la macchina, a supposti braccianti agricoli disoccupati che anziché alvorare riducono in schiavitù i senegalesi per raccogliere pomodori, si operano tre aumenti salariali i due anni a una pletora di dipendenti pubblici molti dei quali onesti ma molti dei quali francamente No senza chiedere neppure un minimo aumento di produttività, si appoggiano gli americani nel bombardare con l’uranio impoverito popolazioni civile serbe mandando poi i soldati italiani sul terreno facendoli ammalare e morire a decine,… vado avanti?

      daniele,milano

  8. @ Pinoseltz

    La proposta indipendentista, sottolineo nell’ambito dell’Unione Europea, non è una battuta, ma un progetto concreto. E, dal punto di vista unitarista, è un “rischio” altrettanto concretissimo, altrimenti non si farebbe un gran parlare del bisogno di mantenere unita l’Espressione Geografica. Il progetto indipendentista, specialmente “grazie” ai nefasti effetti del sistema unitario, si compirà nell’arco dei prossimi anni. Certo non domani, ma nemmeno fra un secolo. Fra un secolo l’unità italiana sarà giustamente un ricordo. Spiacevole.
    Quanto alla questione dei confini, del mondo globalizzato eccetera, ti rimando a questo link: http://www.juragentium.unifi.it/it/books/alesina.htm
    (da notare che, se non erro, il prezioso volume recensito NON esiste in edizione italiana…)

    Ho fatto il consigliere comunale leghista 16 anni fa, a supporto di una giunta monocolore durata 5 anni e riconfermata “a furor di popolo”, con allargamento ad altre realtà civiche, per un secondo mandato. Dire che la Lega non sa governare è un giudizio giusto un tantino qualunquistico. E aggiungo: visto che va tanto di moda accusare la Lega di improbabili ‘ndrangheta-connection, faccio notare che la ridente Emilia-Romagna è impestata di mafie molto più della nostra Lombardia, solo che non è cool dirlo pubblicamente.

    Potrei proseguire, ma daniele,milano ha già detto tante di quelle cose giuste, sia nel merito che sul metodo, da rendere superflua ogni mia ulteriore considerazione.

    Confermo saluti separatisti lombardi,
    Alessandro Storti

    • Come te io abito in Lombardia: quindi ho scritto un post sulla mia regione. Se abitassi in Emilia-Romagna farei altrettanto.
      Io sono dell’idea che fra un secolo o saremo a celebrare i 250 anni di unità d’Italia, o magari i primi 50 di Unione Europea a tutti gli effetti. Sempre che l’Italia, nella sua realtà economica, non sia stata assorbita prima da entità straniere (tipo sceicchi, Cina, russi).
      Il libro di Alesina (che ho letto 6-7 anni fa) dice cose interessanti: è vero, parla della formazione di piccoli stati, ma afferma anche che se gli stati vogliono sopravvivere economicamente devono sfuggire assolutamente ad una politica protezionistica: e chi è il partito che vuole le barriere doganali? Tra l’altro, Alesina, afferma che gli stati piccoli possono sopravvivere se però agiscono all’interno di una realtà internazionale che faccia da cappello (tipo la UE): una contraddizione, direi.
      Altra cosa: tra le tesi di Alesina, vi è anche quella che dice che i Paesi più piccoli hanno amministrazioni e prelievo fiscale più pesanti, per abitante, rispetto a Paesi con dimensioni maggiori. Praticamente il contrario di ciò che dice la Lega con il suo federalismo.
      Insomma, sei proprio così sicuro di prendere “The size of nations ” come modello per le tue tesi?

      • Non citavo l’Emilia-Romagna in relazione ai timori di questo sito sulla Lombardia, ma in relazione all’andazzo generale dei media. Però mi verrebbe anche da dire: l’Emilia-Romagna non fa parte del Nord? E il sito non si chiama OnTheNord? Ma non era stato proprio il presidente Fanti, emiliano, nel 1970 a proporre la costituzione di una macroregione “Padania” che raggruppasse le Regioni del Nord? Vabeh dài, passo oltre…

        Per quanto riguarda la compresenza di Stati piccoli all’interno di entità economico-giuridiche più grandi, mi pare che non vi sia alcuna contraddizione: il vantaggio di avere un mercato ampio e variegato si accompagna a quello di gestire il frutto fiscale del proprio lavoro (ovvero le tasse prodotte dal territorio), peraltro con la possibilità di avere comunque moderate politiche perequative fra territori, direttamente controllabili senza il rischio di subire sfruttamenti massivi. L’anno scorso la Romania ha subito tagli ai contributi europei causa presenza di troppa corruzione nella P.A.: esattamente l’opposto di ciò che accade con Calabria e Sicilia nell’ambito dello Stato italiano, tanto per fare un esempio. Una Lombardia indipendente in Europa non vedrebbe più i suoi contributi finire alle mafie (e per giunta si parlerebbe di cifre ben inferiori).

        Quanto alle barriere doganali, non mi sembra che la Lega ne abbia mai fatto cenno con riferimento ai confini interni all’Europa, ma naturalmente potrei sbagliarmi, visto che non sono più iscritto da quasi dieci anni. Forse però non sono stato chiaro su un punto: io voto (quando mi va) la Lega, ma non sono della Lega. Sto solo aspettando che si costituisca un partito indipendentista lombardo, e non penso ci vorrà ancora molto…

        Venendo infine alla tassazione, non credo proprio che il livello della tassazione sia collegato alle dimensioni di uno Stato, come dimostra il fatto che nella stessa Europa ci sono svariati sistemi tributari con differenze quantitative abissali a parità di popolazione.

        In conclusione confermo: il testo di Alesina è un ottimo modello teorico per inquadrare il neosecessionismo lombardo, non a caso il suo estensore è notoriamente, come dire?, molto tiepido nei confronti della difesa del dogma unitarista…

  9. Dalla rassegna stampa di oggi, due notizie che “cascano a fagiuolo”.

    1) a pag. 14 de Il Sole c’è una tabella con le spese 2009 in istruzione e sanità delle diverse regioni. Messe come sono non si capisce un granché ma facendo due calcoli per estrarre i valori pro capite, tutto risulta molto più chiaro. Focalizzando l’attenzione sulle sole RSO (altrimenti il confronto non sarebbe tra entità omogenee), si scopre per esempio che:
    – la spesa sanitaria media pro capite in Lombardia è di circa 1.659 euro. La più bassa del paese, basta vedere – per esempio- 1.938 in Piemonte (regione deficitaria), 1.968 in Emilia, 1.986 in Lazio, 1.845 in Puglia (che ha dovuto introdurre i ticket per rientrare del debito), ecc.

    2) A pag.7 del Financial Times la pagina dei commenti è riservata a Wolfang Münchau, analista di Eurointelligence, il quale non esclude il rischio (soprattutto a partire dal 2013, ma con qualche segnale già il prossimo anno) che l’eurozona si sfasci (break-up).

    Quella della rottura dell’euro non è una novità. Se ne parla -su giornali un po’ più seri di quelli italiani- dallo scoppio della crisi. E più di una volta è saltata fuori l’ipotesi di creare due euro: quello attuale per le economie più solide (Germania, Nord Europa e forse Francia), l’altro (l’hanno chiamato “sudo” o “medi”) per quelle dei paesi “periferici” con bilanci pubblici allo sfascio (Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia).

    Dico questo per non lasciare cadere qualla che sembra una provocazione di Alessandro Storti qui sopra, sulla spaccatura dell’Italia.
    Qualora si verificasse lo scenario (improbabile forse, ma possibile) della rottura della zona euro, chi di voi sarebbe pronto a scommettere che l’Italia non si rompa a sua volta, dividendosi tra un’area che manterrebbe l’euro e l’altra che passerebbe al “sudo”, posto che questo Paese è l’unico entro il quale vi siano differenziali così ampi e così geograficamente collocati tra un’area (il Nord-Centro) che registra performace sostanzialmente tedesche e un’altra (il Mezzogiorno più il Lazio) che viceversa si posiziona in “zona Grecia”?
    Siamo così sicuri che la Germania – dove ci sono tra i più influenti sostenitori di questa tesi, a partire dall’ex presidente della BDI, la confindustria tedesca) lascerebbe a un’area come il Nord-Centro la possibilità di svalutare moneta surclassando le imprese tedesche in competitività nell’export? E chi spiegherebbe ai cittadini lombardi, veneti o emiliani che – dopo tutti gli sforzi per entrare nell’euro cui sono stati chiamati 10 anni fa – dovrebbero andare in compagnia di Grecia, Portogallo e Irlanda, anziché della Germania che è il loro pirimo (e di gran lunga) partner commerciale?

    Il senso è che, al di là delm pessimo spettacolo che ci offre, prima o poi la realtà busserà alla porta della politica italiana invitandola a rimettere i piedi per terra e ad affrontare questioni un po’ più serie che non chi si scopa Berlusconi, con quale ennesima legge elettorale andare al voto, il ruolo dei cattolici nel Pd e l’altra montagna di stronzate che siamo soliti subire grazie anche alla pessima informazione che ci offrono i media nostrani.

    Buon anno a tutti
    daniele,milano

    • L’unico motivo per cui a mio parere sarà difficile che si spacchi l’eurozona e si vada a creare un’altra moneta, è il fatto che le banche tedesche e del nord-europa sono molto esposte con titoli dei Paesi periferici a cui tu fai cenno. La stessa Lombardia si trova tra i suoi derivati parecchi bond di regioni del sud, oltre che di stati come la Grecia: se si molla quelle zone, si perde tutto.
      A pag. 14 del Sole ci sono le tabelle con i dati dei bilanci regionali: tu hai diviso per il numero degli abitanti. Il calcolo che hai fatto è corretto, ma in realtà (purtroppo) non funziona così: in effetti il bilancio si può anche sforare (come ha fatto il Lazio, che è così in deficit). In Lombardia la spesa pro capite è minore anche perché i lombardi pagano i ticket (a differenza di altre regioni, come la Puglia che hai citato tu, dove prima non si pagavano).

      Buon anno anche a te

      • “La stessa Lombardia si trova tra i suoi derivati parecchi bond di regioni del sud, oltre che di stati come la Grecia: se si molla quelle zone, si perde tutto”

        Eh la Madonna, catastrofismo a gogo…
        Se il Giappone è riemerso dalla bomba atomica e la Germania dal 1945 in generale, mi sembra un po’ difficile sostenere che le nostre sorti siano completamente legate ai bond magno-greci… suvvia, un po’ di misura nei giudizi…

        Buon anno e buona indipendenza,
        Alessandro Storti

  10. Scusa, Alessandro, mi sono spiegato male: non mi riferivo alla Lombardia in particolare, ma alle banche esposte in generale. La Lombardia ha parecchi bond sporchi, ma non in maniera tale da pregiudicarne il default: su questo sono d’accordo con te.

    Tantissimi auguri anche a te

    • pinoselz, hai ragione. La Germania (e l’Europa) si trova in una situazione molto difficile. E’ vero, le banche tedesche (e francesi e inglesi) hanno forti esposizioni verso i c.d. PIGS. Non solo, ma vendono loro -p.es. nmel caso della Grecia- partite multimiliardarie (in armi).

      Il punto è che – stando all’articolo del FT che citavo ieri – gli scenari sono 2:
      1) l’eurozona resiste così com’è (anzi da domani avrà un membro in più), ma i paesi solidi saranno chiamati a coprire i buchi dei bilanci pubblici di queli più deboli, dunque i cittadini dei paesi forti pagheranno i profitti delle banche dei loro stessi paesi garantendo la solvibilità dei paesi scassati;
      2) l’eurozona si spacca, ma le banche dei paesi solidi vedranno andare in fumo – o per via di svalutazioni della nuova moneta debole, “sudo” o per default dei paesi scassati – i loro investimenti.

      Non sono un’analista esperto, né uno scenarista, ma tra i due mi pare più probabile il primo per il potere che hanno quelle banche e, soprattutto, perché la spaccatura dell’euro terroizza sia gli americani che i cinesi per gli impatti devastanti che avrebbe sul piano globale. C’è solo un punto, davvero problematico, e si chiama politica.
      Come può la Merkel – ma anche Tremonti e Berlsuconi – chiedere sacrifici multimiliardari ai propri contribuenti chiamati a sacrifici sempre più pesanti in nome del salavataggio a) delle banche e b) di Stati che hanno taroccato i propri conti spendendo in lungo e in largo risorse che non avevano per far vivere i propri cittadini molto al di sopra delle loro possibilità?
      Non è un caso che il governo tedesco abbia avuto in questi mesi forti difficoltà: all’esterno accusato di tichieria e antieuropeismo per le resistenze mostrate sui piani di salvataggio, all’interno accusato di scialacquare risorse pubbliche ottenute con il rigore di spesa a favore di stati e popolazioni “spreconi”.

      A margine, una riflessione – non nuova e non mia – relativa al nostro paese.
      Come scritto altrove, l’Italia è l’unico paese dell’Unione in cui coesistono -per così dire- una sorta di “iper-Germania” (il Nord, con performace economiche spesso migliori della stessa Germania) e una “ipo-Grecia” (con performance spesso peggiori della stessa Grecia). Un “pese troppo lungo” (come dice Ruffolo), difficle da mantenere coeso in questo contesto.
      Mi chiedo: ma se i tedeschi – che sono 83 milioni e hanno un PIL di quasi 3.000 miliardi di dollari – si sono incazzati come vipere per aver dovuto garantire UNA TANTUM 5 miliardi di euro di prestiti alla Grecia, quanto crediamo che possa durare la sopportazione dei lombardi – che sono 10 milioni e hanno un PIL di 400 miliardi di dollari – che devono scucire 40 miliardi OGNI ANNO non per garantire, ma per pagare un Mezzogiorno che vive molto al di sopra delle proprie possibilità?

      Prima o poi, per me, è inevitabile che questa tensione rischia di mettere davvero a repentaglio l’unità del Paese, l’eventuale spaccatura dell’euro o ulteriori sacrifici per i PIGS europei e nostrani sono solo ipoteticche cause scatenanti. D’altra parte, piuttosto che affondare tutti, meglio lasciare affondare una parte, o No?

      daniele,milano

  11. Pingback: Costole? | un blog per conservarsi

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