Un Gesù Bambino di colore

A Busto Arsizio, quest’anno, Gesù Bambino sarà originario dell’Africa:

Un Gesù Bambino nero, per simboleggiare i piccoli dell’Africa, dove ogni 30 secondi un bambino di meno di 5 anni muore a causa della malaria. E’ la scelta forte effettuata quest’anno dal Comitato degli Amici del Tempio Civico di Busto Arsizio, che ha deciso di destinare le offerte raccolte nella chiesetta durante le festività alla “JCI Nothing but nets campaign“, promossa da Junior Chamber International a sostegno della campagna antimalaria della Fondazione delle Nazioni Unite per distribuire zanzariere imbevute di insetticida, sotto cui per un quinquennio possano trovare riparo le famiglie africane colpite nottetempo dagli insetti portatori del male letale.

E così, la notte della Vigilia, nella mangiatoia del presepe del tempio civico sarà adagiato un Gesù Bambino di colore.

Immancabile, il solito cretino, primo commentatore dell’articolo di Varese News:

Ci stavamo scordando che Gesù è celtico. Grazie.

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9 thoughts on “Un Gesù Bambino di colore

  1. Giusto per fare un po’ di “cronache dal nord italia”, segnalo – a proposito di colore della pelle – che il primo e l’unico sindaco di colore d’Italia è proprio in Lombardia.

    Ma la notizia è ancora più succulenta: non solo si tratta di un sindaco di colore, non solo è stato eletto in lombardia, ma si tratta di una donna – Sandy Cane – ed è alla guida di un piccolo comune delle valli varesotte al confine con la svizzera (Viggiù), ma soprattutto E’ DELLA LEGA!
    La realtà, a quanto pare, è un po’ più articolata e complessa di quanto i media e la propaganda ci vogliano far credere.

    daniele,milano

    • Ciao daniele,milano,
      ne ero a conoscenza (non abito troppo lontano da Viggiù). Secondo me è davvero un caso interessante.

      Da una parte, Sandy Cane, avendo le idee “giuste” (“Gli immigrati vanno aiutati nei loro Paesi, anche perché i clandestini in Italia hanno solo due possibilità: vivere peggio degli animali o delinquere. E questo va evitato”. Quanto agli immigrati in regola, secondo Cane “sono uguali agli autoctoni”, ma quando si tratta di assistenza sociale e case popolari, “gli italiani devono avere la precedenza in ogni caso”. Per il resto, “è fondamentale che gli stranieri rispettino le nostre leggi, usi e costumi”.) è stata candidata dalla Lega in una comunità di circa 5.000 persone, dove è conosciuta (“A Viggiù siamo quasi tutti parenti”) e quindi dove il pregiudizio è superato dalla vicinanza.

      Dall’altro lato, i militanti leghisti esterni alla realtà di Viggiù, che non conoscevano Sandy Cane, l’hanno accolta come accoglierebbero qualsiasi persona di colore. Daniele Sensi ha riassunto efficacemente i commenti sul web.

  2. Ciao Stefano,
    se uno ha appena un po’ di confidenza con la Lega non può non sapere che dietro al monolitismo quasi da partito comunista di matrice leninista si nascondono anime ben diverse. Quella per ora preponderante in termini di potere di guida di quel partito ha una matrice indiscutibilmente di derivazione di “sinistra” (le stesse biografie di alcuni dei leader, militanti chi del PCi, chi di DP chi di Lotta Continua) lo dimostrano. Un’altra anima (quella che fa capo a Terra Insubre e a un dirigente ex Fronte della Gioventù – MSI) è altrettanto indiscutibilmente di estrema destra. La stragrandissima maggioranza degli amministratori, dei simpatizzanti e degli elettori della Lega in Lombardia come in Venento, quando non è politicamente vergine è di derivazione democristiana. Nelle regioni di recente avanzata (Emilia, Toscana, Marche e Umbria) sono moltissimi gli ex PCI (leggere “Avanti Po”, un libro interessante da questo punto di vista). Molto probabilmente molti di quei commenti che l’Unità è andata sapeintemente a pescare provenivano dall’ala destrorsa della Lega.

    In ogni caso Sany Cane è ancora lì’ ed è ancora appoggiata dalla Lega.

    D’altra parte -al di là della propaganda- i risultati di una ricerca fatta da un’isituzione autorevole e tutto fuorché filo-leghista come il CNEL, dice abbastanza chiaramente che tra le regioni e le province con i migliori livelli di integrazione degli stranieri molte sono quelle con la Lega al governo. Come ti spieghi che la Treviso del “terribile” sindaco-sceriffo Gentilini o la Verona del sindaco-razzista Tosi abbiano livelli “massimi” di integrazione, mentre la Salerno del “compagno” De Luca registri livelli “minimi” o, tra le grandi città, Milano registri livelli milgiori di Roma, di Torino, di Genova o di Napoli? E, nota bene, l’incidenza della popolazione straniera nelle regioni governate dalla Lega è enormente più alta che nelle altre. basta pensare che il 61% degli immigrati risiede al Nord (solo per fare qualche cifra: il 23,2% degli immigrati risiedono in Lombardia, l’11,3% in Veneto, il 10,9% in Emilia, l’8,9% in Piemonte, mentre in Puglia vivono solo il 2,0% degli immigrati, in Clabria l’1,6%, in Sicilia il 3,0%, in Basilicata lo 0,2%).

    daniele,milano

    • “Come ti spieghi che la Treviso del “terribile” sindaco-sceriffo Gentilini o la Verona del sindaco-razzista Tosi abbiano livelli “massimi” di integrazione, mentre la Salerno del “compagno” De Luca registri livelli “minimi””

      Sinceramente mi piacerebbe che si comparassero città simili. Treviso con Padova, Verona con Vicenza, Brescia con la vecchia Mantova, Milano con Bologna. E non Treviso con Salerno.

      Credo che la correlazione Lega nord e buona integrazione siano semplicemente il risultato di una stessa cultura di fondo, ma non vi sia un diretto nesso causale fra le due. Infatti buona integrazione vi è anche nei comuni del Nord amministrate dal centrosinistra, così come i livelli minimi vi sono anche nei comuni del Sud amministrati dal centrodestra.

      Scusate l’intrusione.

      • Detti fatto.
        Nella classifica dell’indice sintetico del potenziale di integrazione delle Province del CNEL (dati 2008) Treviso è all’undicesimo posto (con valore 52,97), Padova è al quaratesimo (con valore 47,12).
        Verona al dodicesimo (52,51), Vicenza al terzo con (58,26).
        Brescia al trentaduesimo (48,47), Mantova diciottesima (50,60).
        Milano è quindicesima (51,00), Bologna diciannovesima (50,55).

        Non intendevo affermare un nesso tra governo con presenza della Lega e buona integrazione, ma smentire quello tra presenza della Lega al governo e cattiva integrazione. Proprio perché sono convinto che la realtà sia leggermente più articolata di quanto la propaganda e i contati mediatici vogliano farci credere.

        daniele,milano

    • Hai ragione, la minoranza interna alla Lega esiste (come hai giustamente detto è capeggiata da Terra Insubre). La maggioranza, però, un po’ leninista lo è, nei fatti, nel senso che prese di posizione non in linea non sono ben sopportate (http://www3.varesenews.it/politica/articolo.php?id=186487).

      Non sono molto d’accordo sul fatto che le differenze tra “leghisti di estrazione destra e mancina” si palesino quando si parla di immigrazione. Da quando la retorica leghista è incentrata sull’immigrazione internazionale, le differenze che potevano esserci nei primi anni ’90 (differenze nel merito, politiche, ideali, di provenienza, sui “contenuti”) sono andate ricomponendosi attorno alla retorica anti-straniero.

      Trattandosi di retorica, quando poi si trovano a contatto con una persona capace e che la pensa come loro, il muro del pregiudizio può essere superato, e questa persona eletta sindaco. Finché, però, non avviene questo contatto “fisico”, i neri sono e rimangono cattivi.

      Ciao,
      stefano

  3. Stefano, io non conosco così bene la Lega, ma direi tre cose in merito:

    1) gli statement anti-stranieri in parte (quelli più violenti), più che retorici, sono di pura propaganda, finalizzati alla raccolta del consenso di quelle parti sempre più ampie di società spaventate dal fenomeno (anche grazie a un’ossessiva azione dei media in cui peraltro la Lega non c’entra un tubo).

    2) in parte (quando sono più moderati e soprattutto quando si tratta di legiferare in merito o normare il fenomeno) si tratta di tentativi – più o meno riusciti, più o meno condivisibili – di costruire risposte politiche e amminsitrative a un fenomeno che crea OGGETTIVAMENTE difficoltà, conflitti, frizioni.

    3) naturalmente c’è una parte della Lega e del suo elettorato che invece è sinceramente razzista e ha trovato nella Lega una strada per potersi affermare (visto che, salvo forse il MSI, prima era praticamente -e giustamente- impensabile che pubblicamente si affermassero posizioni del genere in italia).

    Complessivametne, però, starei attento alla pura e semplice condanna e a sottovalutare le ragioni oggettive (o anche soggettive) di inquietudine sempre più diffuse nella società. Il rischio è che l’esito della sottovalutazione dia luogo a qualcosa di molto ma molto peggio della partecipazione della Lega al governo: l’affermarsi di partiti che si richiamano esplicitamente all’esperenza nazista, come sta accadendo nel Nord Europa, a partire dalle civilissime Olanda (dove sono al governo) e Svezia (dove appoggiano esternamente il governo) e Regno Unito (dove non sonod a nessuna parte ma aumentano i propri voti di elezione in elezione).

    A margine. Dici che la maggioranza è “un po’ leninista”. Sarà che le mie radici politiche stanno lì, ma sinceramente io la invidio un po’ questa tendenza all’organizzazione leninista dei leghisti. Soprattutto guardando a un partito che ha sempre 3 o 4 posizioni diverse su qualsiasi tema e che anziché smazzarsi il dibattito all’interno e poi assumere una linea sostenuta di tutti, dibatte sui giornali e poi ognuno continua a fare quello che vuole (mi riferisco al Pd, ovviamente). Magari fossimo ancora capaci di prendere le decisioni come si faceva nel PCI, magari avessiomo un’ideologia (nel senso di criteri omogenei di organizzazione del proprio pensiero), un’analisi della realtà, una visione internazionale, una capacità di tradurre analisi e progetto in azione politica, una capacità organizzativa, logistica e finanziaria come quella di allora… magari!!!

    daniele,milano

    • Concordo sui tre punti.

      Sulla possibilità di “deriva neonazista”, se è vero che delle frizioni esistono è altrettanto vero che devono essere affrontate in maniera seria, nè sottovalutandole nè strumentalizzandole. A me sembra che invece la Lega sia pronta a soffiare sul fuoco, pur di poter portare a casa voti. (Ed è un bel problema saper rispondere alla strumentalizzazione che “parla alla pancia”, supportata dall’azione mediatica, evitando di passare per chi sottovaluta il fenomeno).

      Eheh, sul partito leninista, in quest’ottica, non posso che essere d’accordo (purché il dibattito, all’interno, sia conservato).

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