Corleonord

Ha ragione Nando Dalla Chiesa (ospite del Circolo PD di Vedano Olona nella serata dedicata a legalità e sicurezza “Padrini a casa nostra“): a Corleone sono più liberi di noi.
Come ribadito da Ilda Boccassini in Lombardia e nel Nord c’è la criminalità mafiosa, ma gli imprenditori non denunciano estorsioni e usura“. L’indifferenza, la paura e l’omertà (e spesso anche la connivenza) nella nostra regione rendono mafia e ‘ndrangheta sempre più libere di fare i propri affari e di conseguenza più forti. Anzi, a volte, addirittura, le istituzioni negano la presenza delle cosche sul nostro territorio. E i pochi che lottano contro questo potere occulto finiscono per rimanere soli e abbandonati.
Come Frediano Manzi, anche lui nostro ospite nella serata con Nando Dalla Chiesa, e fondatore della associazione “SOS racket e usura“, chiusa poi per minacce mafiose, senza avere nessun appoggio dalle autorità. Frediano circa 3 mesi fa, sconfortato e preso dalla disperazione, ha tentato di togliersi la vita: “Ho collassato per come sto male dentro – ha detto Manzi – per come è andata, per come ho chiuso. E’ tutta una serie di motivazioni: dalle battaglie buttate al vento, per l’associazione distrutta, cioé, la mia creatura. Ho collassato, perché alla fine ho fatto rimettere tutto alla mia famiglia, ai figli e ora ho perso anche l’associazione. Quando capisci che di questo non interessa nulla come fai a lottare? Se sei solo vieni scambiato per un pazzoide. Ma è una cosa che in una città come Milano non può succedere. Questo è un territorio in trasformazione, qua sta succedendo quello che succedeva a Palermo o Reggio Calabria 15 anni fa, ma al sud oggi c’è più consapevolezza che al nord. Quando a Reggio la società civile si mobilita ci sono migliaia di persone in piazza, qui quando organizziamo un presidio non si riesce ad arrivare a dieci persone. e non hai l’appoggio della politica e della società civile diventa difficilissimo lottare“.
Ma qui in Lombardia (come nel resto del Nord) la politica su questo campo è assente e piuttosto preferisce distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica su altri temi. Come gli immigrati, ad esempio.

PS anche per On the Nord

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21 thoughts on “Corleonord

  1. No, dai, sinceramente, siamo seri!
    Questo sarebbe (“Ma qui in Lombardia (come nel resto del Nord) la politica su questo campo è assente e piuttosto preferisce distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica su altri temi. Come gli immigrati, ad esempio.”) un articolo anti- leghista?
    Ma qualcuno ha letto i nomi delle varie mafiette scritte sulla mappa? Più che di contrasto alla Lega, mi pare invece che che confermino la propaganda leghista degli ultimi decenni!!!
    “crisafulli, morabito, zappalà, papalia”, manco un brambilla o un fumagalli…
    e poi mafia africana, albanese, rom, russa, ci manca solo la mafia bergamasca o varesotta (anzi mancano davvero, chissà perché?!).

    Cioè finché non si capisce che la cultura dell’italia settentrionale, tra celti e besetemmie libere, almeno qualcosa di buono ce l’ha (non autoproduce mafie, ma purtroppo le importa – come succede ovunque vi sia ricchezza: dove c’è la merda ci sono le mosche che ronzano), allora non si va da nessuna parte.

    La via migliore sta nel mezzo: massima attenzione contro le mafie al nord (cosa che la destra non ha, dato che la mafia al nord l’ha importata: vedasi Mangano e Dell’Utri), ma anche consapevolezza che si tratta di un fenomeno non autoprodotto, ma con il suo nocciolo tra gli immigrati (italiani o stranieri che siano).

  2. Veramente non era un post anti Lega, ma anti mafia. Sicuro che la mafia la nord sia stata importata? Io ho l’impressione che sia stata anche incoraggiata, e in certi casi autoprodotta: non è quella delle lupare, ma dei colletti bianchi.

  3. “Veramente non era un post anti Lega, ma anti mafia.”, ah, no?
    E il riferimento ad una politica del nord che “distoglie l’attenzione” concentrandola “sugli immigrati” a chi era? Forse al PD, che si occupa di mandare a scuola i figli degli immigrati invece di proclamare una crociata anti-mafia?
    La mappa mi sembra piuttosto chiara, ed i nomi mostrano indubbiamente quale sia l’origine delle organizzazioni mafiose. Se questo lo capiscono pure i meridionali, è un peccato che non riesca proprio a vederlo un autoctono.
    Sapere invece che è possibile una società senza mafia (com’era quella del norde ce ne sono tante al mondo) è fondamentale se si vuole sconfiggerla, distruggerla, annientarla. Altrimenti ci si può al massimo limitare a combatterla.

    “dei colletti bianchi”
    Se includi nel fenomeno mafioso anche tutti i reati da “colletto bianco” allora snaturi il concetto di “mafia”.

  4. Mandare a scuola i figli degli immigrati: mettiamo i test di italiano e poi non li mandiamo a scuola a insegnarlo? Come possiamo pretendere l’integrazione?
    Società del nord senza mafia? Ma per favore! Se la mafia ha attecchito al nord è perché ha trovato terreno fertile in complicità, con gente che l’ha usata approfittandone per arricchirsi e acquisire potere.
    Reati dei colletti bianchi: mi riferisco a reati come smaltire illecitamente i rifiuti tossici con l’ausilio della ‘ndrangheta, riciclare miliardi di denaro sporco grazie a banchieri del nord senza scrupoli, beccarsi tangenti per concedere appalti a società colluse con la mafia (abbiamo dei consiglieri indagati), ecc ecc.
    Se c’è un partito che porta avanti crociate antimafia, questo è proprio il PD: mai sentito parlare di Nando Dalla Chiesa? E non è certo il PD che dice che la mafia al nord non esiste. Ciò non significa che il PD sia lindo e immacolato: purtroppo, come capita in tutti i partitti, ci sono stati anche esponenti PD coinvolti con la mafia. Come ha detto Don Ciotti, l’antimafia non ha colore, e nemmeno la mafia aggiungo io.
    Ultima cosa: l’altro giorno la Lega ha organizzato un presidio di protesta contro la decisione del tribunale di Milano (quindi una provvedimento lecito) di dare case popolari in affitto a cittadini rom (come il comune di Milano aveva promesso). Nelle zone indicate della mappa sono stati mai fatti presidi contro i boss che vi regnano?

  5. Un’ultima cosa, Valerio: il post riporta le parole di Frediano Manzi, che non è certamente del PD, e dice in pratica le stesse cose che riporto nel post e nei commenti.
    E come dici tu, in un precedente commento, la via migliore sta nel mezzo. Con l’attenzione però spostata un po’ di più verso la mafia e un po’ meno verso i rom a cui vengono assegnate le case

    • “Veramente non era un post anti Lega, ma anti mafia.”

      I tuoi commenti invece confermano la mia prima impressione: è un post che polemizza contro la Lega Nord, che rompe le palle agli stranieri (o ai rom) , invece di stare attenta alle infiltrazioni mafiose.

      Il punto che voglio sottolineare è che la mappa (da te postata come prova delle infiltrazioni mafiose a Milano) conferma appieno la propaganda leghista contro i “terroni” e gli “extracomunitari”. Come si fa allora a polemizzare contro la Lega nord? (tra l’altro nella mappa è segnata pure la “mafia rom””!).

      Il fatto è questo: quando la Lega Nord si lamenta della criminalità organizzata portata da meridionali e stranieri, ha ragione. Sbaglia a pensare che questo conferisca una sorta di immunità culturale (o addiritttura genetica) contro le infezioni mafiose. Grazie a questa sottovalutazione la mafia ne approfitta.

      Dall’altra parte tu giustamente ritieni che bisgnerebbe invece stare attenti, però neghi il fatto disegnato sulla tua stessa mappa, cioè che le mafie hanno un’origine esogena. A questo punto chi ti starà ad ascoltare? Se il cittadino lombardo deve scegliere: chi sceglie?

      Chi gli ripete, giustamente, quello che ritiene di sapere già: cioé che le organizzazioni crminiali di tipo mafioso sono di origine “straniera”, oppure chi gli dice che i lombardi sono mafiosi quanto gli altri, criminalizzano l’interlocutiore, e andando contro sia al sentire comune, sia agli stessi dati che presenta?

      • Caro Valerio, hai ragione fino a un certo punto: però se uno straniero riesce a creare una rete delinquenziale in un altro luogo, è perché trova chi gli fornisce appoggio in loco e gli permette di espandersi: non succede così solo qui in Lombardia e in Italia, ma in tutto il mondo.
        Quindi non nego che la mafia arrivi da fuori, dico solo che a qualcuno fa comodo che ci sia per i propri affari e quindi la fa arrivare da noi (ad esempio: da dove provengono i rifiuti tossici che vengono portati e seppelliti in Campania dalla camorra?).
        E ripeto: perché la Lega non fa presidi anche nelle zone controllate dalla mafia come ha fatto contro le case assegnate ai rom? Poi, non è solo la Lega e la politica in generale ad ignorare il problema mafia: il prefetto di Milano (che di certo non è leghista e nemmeno un politico) aveva affermato qualche mese fa che la mafia non esistesse. E’ quindi un problema insito in profondità nella nostra cultura e nelle istituzioni, e riguarda TUTTI noi.
        Volendo potremmo andare a parlare di stalle e stallieri; di grandi costruttori che cementificano dappertutto a Milano (con quali soldi?); o del fatto che su percorsi di grandi infrastrutture ed opere pubbliche, vi siano terreni espropriati a pochissimo prezzo mentre altri sono invece destinati ad ospitare alberghi e centri commerciali (quindi valore decuplicato), e casualmente il più delle volte appartengono a società coinvolte, direttamente o indirettamente, in legami con i boss, ecc. ecc.
        Ma non ci fermeremmo più: però, visto che lo chiedi, QUESTI potrebbero essere gli argomenti per spiegare ai lombardi il fenomeno mafia sul nostro territorio e dimostrare così che ANCHE tra i lombardi potrebbero trovarsi mafiosi o cmq gente che vi collabora, o che crea situazioni tali da favorire questo fenomeno.
        Grazie cmq della interessante discussione e buon Natale.
        a presto

  6. Cronache dal Nord Italia: Il Comune di Desio si è autosciolto per sospette infiltrazioni mafiose. Tre fatti importanti da notare:
    – Si è trattato autosciogliemento e non di sciogliemnto di autorità per decreto del Ministero degli Interni, credo il fatto non abbia precedenti in Italia, tanto meno nel Mezzogiorno
    – l’autosciogliemento ha potuto concretizzarsi perché i consiglieri della Lega hanno firmato insieme all’opposizione le proprie dimissioni, diversamente non ci sarebbe stato il numero necessario di dimissioni a far cadere il Consiglio e e quindi la Giunta
    – la decisione è stata assunta non sulla base di provvedimenti (tanto meno di condanne) da parte della magistratura nei confronti di consiglieri o assessori, ma sulla base della pubblicazione di intercettazioni (a proposito, in lombardia, tra gli intercettati che avevano a che fare con la ‘ndrangheta ci sono molti esponenti PdL, ma non mancano querlli di tutti gli altri partiti, compresa Sinistra e Libertà).

    Conclusioni:
    – che la criminalità organizzata stia prendendo piede in Lombardia non è un fatto nuovo, ma risale, almeno, ai tempi immediatamente successivi alla legge sul soggiorno obbligato che risale al ’59 e contro la quale – detto per inciso – la Lega fece una feroce campagna nei primi anni Novanta, sola e inascoltata.
    – focalizzare le accuse di connivenza o comunque di disattenzione al fenomeno verso la Lega è francamente disonesto, benché nessun partito possa dirsi impermeabile a possibili infiltrazioni o connivenze.
    – al contrario, andrebbe salutato con favore il gesto dei consiglieri leghisti di Desio (peraltro tutti giovanissimi) almeno tanto quanto si saluta con favore quello dei consiglieri Pd.

    A margine:
    – organizzazioni capaci di muovere miliardi non vanno certo a investire nella Piana di Gioia Tauro o a Crotone, ma evidentemente laddove ci sono opportunità di investimento. In Italia, naturalmente a Milano e in Lombardia esattamente come in europa a Londra o in Germania. Da qui a dire che Milano, Londra, la Lombardia o Germania siano territori mafiosi, forse un po’ ne corre, anche se la sottovalutazione del fenomeno sarebbe suicida.
    – E’ certamente vero che, per esempio, nel traffico di rifiuti tossici la provenienza della “materia prima” è prevalentemente di origine settentrionale. D’altra parte è il tessuto industriale e produttivo a essere prevalentemente settentrionale. Ci sarebbe però da chiedersi come mai questi rifiuti finiscano in Campania e non, per dire, in toscana o in Friuli. Forse si capirebbe che un conto sono le attività criminali da cui le organizzazioni derivano lucro (che si svolgono ovunque nel MONDO ci siano “domanda” e “opportunità di business”), altro sono i territori di origine di quelle stesse organizzazioni, dei loro “dirigenti”, dei loro “dipendenti” e il tipo di controllo che su quei territori esercitano. Anche la coacina è prodotta in Bolivia-Perù-Colombia ma i proventi sono fatti rpevalentemente in Usa ed Europa. E anche il cashmere è prodotto in India ma venduto prevalentemente altrove. Siamo ancora in grado di fare qualche distinzione, o vogliamo buttare tutto nel calderone e affermare assurdità come quella secondo cui la Lombardia è una regione mafiosa? La Lombardia (come Duisburg) è mionacciata dalle organizzazioni mafiose e dalla loro enorme potenza di fuoco esercitata a suon di miliardi, ma è cosa un po’ diversa, che richiede analisi diverse e soluzioni diverse. Penso.

    daniele,milano

    • La giunta di Desio avrebbe potuto sciogliersi prima (dal mese di luglio) quando lo aveva proposto proprio il PD, ma la Lega aveva risposto che “si stava esagerando”, salvo poi cambiare idea, arrendendosi ormai all’evidenza. Il gesto quindi avremmo voluto salutarlo con favore ben prima.
      Attualmente in Lombardia è la Lega al governo: contro chi bisognerebbe “focalizzare”? Disonesto semmai è non volere vedere il problema, e piuttosto “mandare giù calici amari”.
      Purtroppo i rifiuti tossici adesso vengono seppelliti direttamente in Lombardia: mai sentito parlare di Santa Giulia, ad esempio?
      Stasera a “Lucarelliracconta” si parla di Pippo Maniero e della mafia del Brenta: un’organizzazione criminale partita dal Nord.
      “Assurdità come quella secondo cui la Lombardia è una regione mafiosa” è un’affermazione che ben si sposa e dà ragione al post pubblicato: andiamo avanti così, e la mafia sarà sempre più contenta.

  7. pinoselz, mi spiace. Io non voglio fare polemica, ma analiticamente non sta proprio in piedi confondere fenomeni enormemente diversi. Il che non significa fare finta – come il prefetto di Milano – che la mafia qui non esista, naturalmente. Ma qui la mafia è infiltrazione e affari, con origine esogene, senza controllo millimetrico del territorio senza autostrade che saltano per aria con sopra i giudici, senza festeggiamenti alla scarcerazione dei boss, senza controllo di pacchetti di centinaia di migliaia di voti, senza consiglieri regionali presi a pistolettate e uccisi mentre vanno a votare alla primarie di partito, senza smercio di pensioni di invalidità, senza immigrati ridotti in schiavitù a raccogliere pomodori e poi presi a fucilate dalla popolazione, senza che il servizio di raccolta rifiuti vada a puttane, senza che negli ospedali si muoia come mosche mentre la sanità regionale accumula miliardi di debiti, senza che i cantieri per un’autostrada restino aperti per decenni e all’inaugurazione di una tratta venga giù il cavalcavia perché il cemento fa schifo, senza che i comuni vengano sciolti per infiltrazione a centinaia e che nessuno abbia poi il coraggio di candidarsi come sindaco per non veersi esplodere l’auto, eccetera, eccetera eccetera.

    Mi spiace, la natura del fenomeno è diverso, le soluzioni non possono che essere diverse. Far fina di non vedere le mafie in Lombardia è da deficienti, ma fare di ogni erba un fascio ed equiparare la Lombardia a una regione di mafia lo è altrettanto. Sarebbe come cercare di combattere il terrorismo islamico con le stesse soluzioni adottate per la lotta armata autoctona. Sono fenomeni diversi, gli strumenti per combatterli devono essere diversi.

    Trovo allucinante che ci sia quasi compiacimento nel voler a tutti i costi costruire analogie e similitudini che non esistono. Come ha scritto qualcuno qui sopra, non risulta ancora agli atti che sia stato arrestato un boss Brambilla o uno scugnizzo Fumagalli. Qualcosa significa oppure no?

    daniele,milano

    • Guarda Daniele, nessua polemica da parte mia e soprattutto nessun compiacimento, ma semmai molto rammarico nel vedere la mia regione, la Lombardia, essere diventata la regione più mafiosa d’Italia, come io ritengo. Il fenomeno non è esposto come nel sud, ma pur essendo molto mascherato, è ben presente. E direi che fanno fede le parole di Ilda Bocassini e di Frediano Manzi.

  8. Faccio tre commenti e poi me ne vado.

    Suggerimenti:

    – non criticare la Lega Nord utilizzando una mappa che dà ragione a decenni di propaganda leghista (stranieri e terroni criminali), perché può sbugiardarti un qualunque leghista scarsamente intelligente

    – capisco che i lombardi hanno molto da imparare, e che tu vuoi insegnare loro a stare attenti ai veri pericoli, ma, se vuoi che ti votino (perché poi, alla fine, solo se ti votano puoi amministrarli e fare le cose che vuoi!), bisogna un po’ coccolarli. Agli elettori piace essere coccolati, mentre attaccarli, far pesare loro le loro mancanze, li allontana inevitabilmente! Gli attacchi vanno limitati allo stretto indispensabile, solo se servono a produrre un risultato tangibile altrimenti inarivabile. E’ assurdo quindi attaccarli su un tema su cui A RAGIONE la cultura lombarda è migliore di tante altre!

    – non riconoscere la differenza tra la mafia come si presenta nel meridione e come si presenta al nord è fare un favore alla mafia. Perché si “sovrastima” il problema e le persone accorgendosi che la stima è esagerata, per reazione, tendono a sottostimare il problema, o a riconoscerlo come un problema di altri. Esopo insegna: http://it.wikipedia.org/wiki/Al_lupo!_Al_lupo!.

    P.S. guarda pure lucarelli che ti racconterà come la mafia del brenta è nata in seguito “alla legge sul soggiorno obbligato che risale al ’59 e contro la quale – detto per inciso – la Lega fece una feroce campagna nei primi anni Novanta, sola e inascoltata.”, come ha detto daniele.

    • Quando gli imprenditori del nord danno la propria figlia in sposa ai boss del sud (consapevoli di chi essi siano), c’è davvero poco da sbugiardare.
      Da quel che dicono la Bocassini e Manzi, non mi pare che la cultura del nord sia così migliore. E sinceramente: a me non interessano i voti, semplicemente non voglio che la mia regione sia la più mafiosa d’Italia (cosa che attualmente ritengo che sia).
      Dire che la mafia al nord è sovrastimata non fa altro che rimarcare il contenuto del post, dandomi quindi ragione.
      Pippo Maniero è un veneto nato in Veneto: non c’entra proprio nulla con il soggiorno obbligato: se guardi Lucarelli stasera spiegherà proprio questo.

      • Il soggiorno cautelare fu abrogato nei referendum del 1995, promossi dai Radicali: la Lega non era sola e inascoltata.
        Poi, faccio io una domanda: visto che siete così attenti alla storia leghista ed alle sue rivendicazioni, cosa ne pensate di ciò che la Lega diceva negli anni ’90 di Berlusconi? Così, giusto per capire…

      • Perbacco Pinoselz, tu pensi invece che a me faccia piacere vedere la Lombardia infestata dalla mafia? Certo che No!
        Ma proprio perché non mi fa piacere ritengo che sia il caso di capire quali siano le modalità di infiltrazione, quali i punti di forza e di debolezza di questo sistema per respingere l’infiltrazione, quali strumenti usare e anche quale “narrazione” (per citare Vendola) farne per aumentare la consapevolezza del fenomeno da parte dei cittadini e della pubblica opinione.
        Dunque su alcuni punti credo proprio che non ci sia neppure da discutere quanto a oggettività:
        1) le mafie sono un fenomeno proprio della storia, della cultura e della società delle regioni del Sud. Leggiti “La Malapianta” di Gratteri (che non mi pare un leghista) e ne troverai sisntetica storia. Dunque si tratta di un fenomeno con matrice esogena, come si potrebbe -su tutt’altro argomento- dire del fondamentalismo islamico e NON si potrebbe invece dire della lotta armata di derivazione marxistaleninista che qui è nata e cresciuta. Naturalmente la Lombardia è da sempre terra d’immigrazione e ci sono ampie comunità per derivazione e per cultura più prossime a quelle di nascita delle mafie e lì, infatti, parte la propagazione del fenomeno (quello che analogamente acade proprio nel terroismi islamista che ha in Milano e nella Lombardia uno dei nodi principali della sua rete globale). Questo significa che in Lombardia o in Emilia hai una società al tempo stesso più estranea a quella cultura ma più vulnerabile (perché non ha neppure sviluppato gli “anticorpi” (per così dire).

        2) diversamente che nelle terre di origine, le mafie qui agiscono non mediante un controllo millimetrico del territorio, della spesa pubblica e degli scambi clientelari, ma sul piano del business industriale e finanziario. Questo significa che gli attori coinvolti nel processo sono più facilmente imprese, banche e finanziarie e relativamente meno la pubblica amministrazione e la politica (per il semplice fatto che in uan Regione in cui la politica muove metà del PIL come la Sicilia conta di più, in una dove ne muove il 10% come in Lombardia conta meno… non ci sono finte pensioni di ivnalidità da distribuire urbi et orbi in cambio di voti, qui). Dunque se tu focalizzi tutti i tuoi sforzi sulla politica e la PA e trascuri le banche o le imprese di alcuni settori sei semplicemente meno efficace. Mi sembrerebbe una pirlata. Così come mi sembrerebbe una pirlata concentrare, quanto alla politica, l’attenzione – come ha fgatto Saviano – su un partito che per diverse ragioni (culturali, di composizione della sua classe dirigente e soprattutto per il tipo di organizzazione ferrea di cui dispone) è oggettivamente meno permeabile a infiltrazioni e intrallazzi di tuti gli altri.

        3) Il livello di efficenza dei servizi pubblici (e la cultura civica che comunque presiede a un loro funzionamento decente) non permetterebbe qui quello che può acadere altrove, per esempio lo stato pietoso della sanità calabrese o siciliana, o le baracche che esistono ancora a Messina o ad Avellino dopo i terremoti del 1908 e del 1980. Questo significa che le mafie possono infiltrarsi e fare affari ma per non crare eccessiva attenzione e dissenso rispetto al loro agire devono mentenere un grado di efficienza di cui altrove possono fottersene, ricavando margini più alti.

        Qui non si tratta di dire se la cultura del Nord sia migliore o peggiore di quella del Sud in termini assoluti, sarebbe un’idiozia anche un po’ nazistoide. Ma non c’è dubbio che relativamente al fenomeno di cui stiamo parlando, la situazione qui è migliore che in Calabria, Sicilia, Campania o Puglia. E questo è un punto di forza.

        daniele,milano

  9. Caro Daniele:
    – d’accordo in buona parte con te sul punto 1
    – sul 2 invece penso che anche la politica sia in parte coinvolta -tutti i partiti, da destra a sinistra-, altrimenti non si spiegherebbe il fatto che in diversi appalti pubblici sia stata rilevata la presenza di società e personaggi piuttosto discussi. Discorso a parte per la Lega, su cui concordo con te che invece sia poco o per niente permeabile ad infiltrazioni mafiose. Anche perché, diciamocelo, la mafia non avrebbe nessun vantaggio a farlo, visto che la Lega è più occupata a rom e extracomunitari, ai corsi di dialetto o ad inventarsi nazioni e tradizioni.
    – sul punto 3: non possiamo paragonare anche la nostra solidità economica con quella della Calabria, ovvio che noi siamo anche più efficienti. Poi certo, clientelismo e sprechi hanno fatto la loro parte: e se le risorse sono poche, si notano subito. Da noi invece se non si spreca troppo, si riesce in qualche modo a rendere meno evidente la cosa (e qui a Varese, dalla funicolare ai mondiali di ciclismo, di esempi ce ne sono eccome).

    La situazione migliore da noi? Diciamo che qui la cosa è più latente e meno esplicita, però c’è ed è molto forte: la Lombardia è la regione in cui si consuma più droga, dove la mafia è infiltrata nei grandi appalti (addirittura si parla già dell’Expo), dove c’è un sistema di racket nelle città (Milano in particolare) estremamente forte e capillare. Non per niente Lombardia ed Emilia, anche per la loro ricchezza, sono indicate come le regioni che offrono maggiori profitti alla mafia.

    • Va beh…
      il senso di quello che volevo dire provo a esprimerlo parlando d’altro.

      Se hai un campo aggredito da parassiti autoctoni devi adottare una serie di misure che in genere conosci per eserienza.

      Se hai un campo aggredito da parassiti d’importazione, per esempio arrivati con gli aerei (lì in provicnia di Varese ne dovreste sapere qualcosa), ne devi adottare altre o anche altre come per esempio controlli ferrei sui canali che potenzialmente lio veicolano.

      Le mafie sono parassiti d’importazione cui i nostri campi non sono abituati.

      Il fatto che i campi della Pianura Padana siano infinitamente più fertili dell’Aspromonte, favorisce la voracità dei parassiti naturalmente, ma non elimina il fatto che si tratti di parassiti d’importazione, infestanti.

      daniele,milano

      P.S.:
      – In Usa si consuma molta più droga che in Lombardia… diresti che sono una paese-mafia?
      – In Calabria la ‘ndrangheta è notiamente infiltrata negli appalti della Salerno-Reggio… vai a vederti l’importo di quall’appalto e vedrai che qualunque appalto Expo impallidisce a confronto. Soprattutto se relativizzi le cifre rispetto al complesso della ricchezza generata in Clabria o in lombardia.
      – A Milano c’è racket, ma per favore non paragonarmi una situazione come questa a quella di un qualsiasi territorio del Mezzogiorno. Io non ho MAI sentito DIRETTAMENTE in tutta la mia vita – e abito a Milano da 41 anni – unna sola esperienza di estorsione a un’attività commerciale o a un’impresa (ripeto, direttamente, ascoltata con le mie orecchie da persone che conosco). Non credo che un mio concittadino di Palermo con esperienza lavorativa o extralavorativa (e anche politica) analoga alla mia possa dire altrettanto.
      – la ‘ndrangheta fa più soldi in Lombardia per il semplicissimo fatto che la Lombardia ha 5 volte gli abitanti della Calabria e 10 volte il suo PIL. Anche IKEA fa più soldi in Lombardia che in Clabria (ammesso che ci sia in Clabria)… che ragionamento eh?!

      Il che significa che il fenomeno non esiste? NO, significa che ha altre forme e altre dimensioni. E descrivere la Lombardia come una specie di mega-Clabria, è davvero fuorviante, inefficace, inutile e dannoso. Punto.

      daniele,milano

      • Daniele, importazione o no, se la mafia non trova complicità ed omertà, non cresce. Ed i parassiti (come li chiami tu) possono essere portati apposta sul tuo terreno, magari da un tuo vicino che vuole danneggiarti o trarne vantaggio.
        Sugli USA: beh, adesso non dirmi che anche lì secondo te non esistono mafie…
        Sui racket: vai a chiedere a Frediano Manzi. Io l’ho sentito elencare delle cifre, e fanno paura. E comunque, nemmeno Ilda Bocassini ha sentito imprenditori dire di aver subito estorsioni. Anche chi le subiva.
        Sul rapporto Calabria-Lombardia: guarda, nel tuo ragionamento su Pil e numero di abitanti, alla fine anche tu concordi su Lombardia = mega-Calabria: la differenza infatti sta solo in quello.
        Poi, perdonami, ma paragonare un’attività lecita come Ikea a ‘ndrangheta e mafia, sinceramente non ha senso: comprare un “Billy” o una dose di cocaina non è certo la stessa cosa.
        Ti consiglio, infine, di leggere l’ultimo post del blog sulla sanità e le nomine: non l’ho scritto io, ma è correlato all’argomento.

  10. Ieri sera ho visto il Lucarelli registrato. Molto interessante. Come sempre.
    Consiglio questa parte qui:

    Una banda di ladri e rapinatori che utilizzò metodi mafiosi a seguito di contatti con dei residenti forzati. Una banda, non tante cosche, che si occupava più di furti e rapine che di appalti.
    Tra l’altro ho anche conosciuto un ex- sindaco della zona, ex DC, a cui, a quei tempi, hanno mitragliato la casa di notte (non si sa bene chi, la zona è sempre stata turbolenta, sarà perché mangiano i cavalli e quindi hanno troppo ferro nel sangue…). E questo perché aveva fatto cadere dall’interno una giunta comunale DC (ribaltone!) in odore di ladrocinio per formarne un’altra col PCI. Ovviamente fu espulso immediatamente dal partito. Ora fa ancora politica, indovinate con che partito?

    Interessante anche alla fine:

    Secondo l’intervistato il fenomeno è un unicum che non è destinato a ripetersi: a quanto pare adesso il problema sono le mafie straniere (nigeriani, russi, cinesi). Aaahhhh! Gli “immigrati” e le “mafie” nella stessa frase! Come può essere possibile?

    Poiché tali mafie straniere colpiscono prima di tutti i connazionali, quello che si dovrebbe fare (secondo il mio modesto ed inutile parere) è di aumentare la fiducia degli stranieri onesti verso le forze dell’ordine italiane. E il primo passo è ovviamente una lingua comune per comunicare: insegnare l’italiano agli stranieri è imperativo. Purtroppo la situazione è politicamente desolante: su tre partiti, uno vuole obbligare gli stranieri ad imparare l’italiano, ma ostacola l’organizzazione di corsi di italiano, un altro organizza i corsi d’italiano, ma non lo vuole obbligatorio, perché sarebbe discriminatorio, il terzo partito notoriamente se ne frega e si interessa ad arraffare l’arraffabile. Adesso mi metto a rimpiangere la DC: situazione di merda, insomma. Tra l’altro una cosa che ho notato è che uno dei complici di maniero diceva che maniero era il capo anche perché era l’unico che parlava l’italiano fluentemente. Considerando che, nella popolazione, gli unici che parlavano italiano erano i carabinieri e i giudici, è una cosa che mi ha fatto pensare…

    P.S.1
    Penso che daniele con “ai primi anni novanta” si riferisca a quando è stata (ri)approvata la legge, non a quando è stata abolita (quando tutti erano favorevoli all’abolizione, compreso UN GIOVANE Vendola che si lamentava della criminalità organizzata importata dalle altre Regioni in Puglia! Tutti tranne Violante, ovvio).

    P.S.2
    I voti non ti interessano? Complimenti per la strategia, allora. Vuoi lasciare la Regione (con tutti i soldi che vi girano) a Formigoni e ai suoi amichetti calabresi?

    P.S.3
    Ridurre la Lega solamente ad immigrazione e riti celtici è assurdo! Guarda invece chi è assessore alla sanità DA LUSTRI in Regione Veneto e Lombardia, e considera che è l’assessorato che spende il 70% dei fondi regionali…
    Pecunia olet, ed anche tanto .E pure i leghisti hanno un naso!

    • Valerio, ma nessuno ha mai detto che la mafia non è importata! Però se non ci sono a livello locale complicità od omissioni (come le misure di prevenzione), non può crescere. In Veneto addirittura il braccio armato erano degli autoctoni! E’ questo il punto su cui insisto. E vale lo stesso anche nel Veneto di oggi, con le mafie straniere: c’è chi in loco favorisce questi fenomeni. Altrimenti come può evolversi una mafia nigeriana sulle rive del Piave?
      La legge sul soggiorno obbligato fu riapprovata nel 1992 da Martelli; i referendum abrogativi invece ci furono nel 1995. Riapprovarla negli anni ’90 fu effettivamente demenziale. Forse, ma dico forse, aveva un senso negli anni ’50, se però fossero state applicate anche misure di prevenzione nei luoghi di soggiorno.
      Sui voti: ribadisco, a me interessa innanzitutto che si viva bene, TUTTI, nella legalità e in libertà. E se per fare questo bisogna pungolare il “celeste” Formigoni, come vedi sono pronto a farlo.
      La Lega occuperà anche posizioni di riguardo, non lo nego, però denota decisamente notevoli limiti di governo: quello che intendo è che non è un partito propositivo, ma solo di infima protesta. E i risultati si vedono: raccoglie voti, ma poi i territori che amministra, inevitabilmente regrediscono: ed alla fine credo che la gente se ne accorgerà (sperando che quando lo farà non sia troppo tardi). E’ anche vero, però, che alcuni (pochi, molto pochi) suoi amministratori hanno mostrato buone capacità.
      Mi piacciono ed approvo le tue considerazioni sulla lingua italiana. Ti dirò, tempo fa avevo sentito un sociologo parlare di corsi di formazione agli stranieri: non solo per la lingua, ma anche leggi, usi e costumi del nostro Paese. E la cosa mi trova piuttosto d’accordo. Questo non significa che debbano abbandonare la loro lingua e le loro tradizioni (anzi), ma se vogliono vivere qui devono conoscere il Paese che li ospita in ogni suo aspetto.

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