Cencelli 2.0

A breve, in Lombardia, ci saranno da rinnovare i vertici delle 15 ASL e di 29 aziende ospedaliere. La Lega, rispetto ai primi anni ’90, ha cambiato idee, e lo dice chiaramente, senza alcuna remora:

La nomina politica è indispensabile — sostiene l’assessore regionale alla Sanità, il leghista Luciano Bresciani — Il rapporto del voto che ha ottenuto la maggioranza e l’espressione di fiducia che il popolo ha dato ai propri eletti hanno diritto di esprimere la loro parola nell’ambito dell’indicazione dei direttori generali.

Roberto Formigoni, invece, inorridisce. E noi rimaniamo a bocca aperta, dato che il metodo praticato fino a ieri dal governatorissimo era proprio questo:

Le cose non devono andare così, ma ne parlerò nei prossimi giorni.

Beh, in realtà non ci stupiamo. Il nodo sta nel fatto che la Lega pretende 18 poltrone su 45, rispetto alle attuali 8, essendo passata dal 15,82% dei consensi del 2005 al 26,20% del 2010. Inoltre, il peso della Lega all’interno della coalizione è passato dal 28,5% dei voti al 46,7%. E Formigoni ha un’altro prolema: alle componenti berlusconiana e ciellina si è aggiunta – e a marzo non era preventivabile – quella finiana. Ecco spiegata la nuova versione del Manuale Cencelli, tra pochi giorni nelle migliori segrete stanze.

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