La legge del leghista

Quello che sta succedendo a Brembate Sopra, il paese di residenza di Yara, lo abbiamo raccontato ieri. Ci eravamo augurati una netta condanna da parte del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a chi invoca la legge del taglione, senza preoccuparsi di rendersi assai simili agli integralisti islamici che dicono tanto di odiare.

Maroni si è espresso così, intervenendo a Radio 24:

Non vorrei che un cartello messo da una persona che ha un atteggiamento che lo stesso sindaco di Brembate, un leghista, ha condannato , e che io condanno, diventi il simbolo di quella comunità, che è una comunità operosa e accogliente: la provincia che ha il maggior numero di extracomunitari regolari è quella di Treviso e al nord c’è un modello di integrazione. Poi ci sono i casi singoli, che sono però personali.

Wow. Un vero statista.

Già, peccato che i suoi colleghi di partito, quelli che non parlano a Radio 24 e che non occupano i ministeri di Roma, ma quelli più vicini al mitico territorio, non la pensino esattamente così.

Matteo Salvini, Eurodeputato e consigliere comunale a Milano (quello dei posti sui tram da riservare ai milanesi), la pensa così:

Se la tredicenne Yara venisse trovata morta ‘il clima diventerebbe pesante, chiunque sia il colpevole’, perché se è vero che ‘queste cose succedevano anche prima che arrivassero gli immigrati, da quando ci sono così tanti irregolari succedono di più”.

E via a un fiume di commenti nazisti, che Salvini legge, ma sui quali non proferisce parola.

Luca Zaia, governatore del Veneto, invece:

Se malauguratamente venissero fuori le responsabilità di questo signore, si apre uno scenario destabilizzante: per reati del genere, si chiudano le celle e si buttino via le chiavi. E’ una vicenda che rischia di allargare ancora di più il solco tra coloro che rispettano le regole e coloro che vivono una situazione di illegalità. E’ un delitto raccapricciante, va usato un trattamento pesante e la tolleranza zero.

Ma i migliori, come spesso accade, sono gli esponenti locali della Lega, in questo caso il segretario della sezione di Montebelluna, Flavio Baratto:

Bisognerebbe applicare la loro legge, ossia occhio per occhio e dente per dente. Non si può avere pietà per gente di questo genere. Noi qui abbiamo bisogno di gente che lavora e che si comporti secondo le regole, tutti gli altri via, immediatamente. Tutti quelli che non hanno lavoro e non rispettano le regole vanno cacciati, rimandati al loro paese con biglietto di sola andata.

Come sempre, la Lega di governo e la Lega di lotta. La Lega della responsabilità e la Lega dei cattivismi. Quei cattivismi che nelle province del Nord sono all’ordine del giorno, ormai.

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3 thoughts on “La legge del leghista

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