Nucleare, il marasma del centrodestra lombardo

Sono fortissimi questi Giovani Padani. Mentre loro aderiscono a una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare sulle energie rinnovabili e contro il ritorno all’energia nucleare, grandi, in Consiglio regionale della Lombardia,

hanno sostenuto invece la necessità di non boicottare il ritorno al nucleare e si sono dunque espressi a sfavore del documento delle opposizioni.

I firmatari della mozione chiedevano di «dichiarare il territorio regionale inidoneo a possibili localizzazioni di siti», premettendo fra l’altro che «l’alternativa all’uso degli idrocarburi per la produzione di energia non è in questa fase il nucleare» anche per le incertezze sulla sicurezza e i costi degli impianti e dello stoccaggio delle scorie.

In particolare, Claudio Bottari (Lega Nord) ha definito la questione “ideologica e speculativa”, e

ha chiesto una riflessione su come le energie alternative non incidano sempre in modo positivo nel tessuto produttivo lombardo.

Anche PdL e UdC hanno votato insieme alla Lega.

Per concludere, ricordiamo che Formigoni, alla vigilia delle elezioni che lo incoronarono presidentissimo per l’ennesima volta, escludeva la costruzione di centrali nucleari in Lombardia. Non ce n’era bisogno, ai tempi: la Lombardia era vicina all’autosufficienza energetica.

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