Bergamo 2010, scatta il coprifuoco

Giovedì, in via Quarenghi, a Bergamo, scatta il coprifuoco. Già, siamo nel 2010 e la finissima tecnica per risolvere i problemi è vietarli. Hai finito la benzina e sei rimasto a piedi? Vietiamo alle auto di finire la benzina. E’ molto facile.

Dai divieti di accattonaggio al taglio delle panchine, sono questi i metodi per risolvere i problemi dei clochard, per esempio. Nel caso di una strada problematica, la soluzione è il coprifuoco. Questioni di carattere sociale che diventano questioni di decoro urbano, di pulizia delle strade.

Per fortuna, c’è anche chi si oppone a questa logica, come un gruppo di cittadini qualificatisi come “Non coprifuoco”, che per giovedì annunciano il primo giorno di disobbedienza civile, organizzando una “colorata e allegra festa di protesta”. “Non coprifuoco” sostiene che si tratta di

persecuzioni nei confronti dei migranti, perché con provvedimenti come i coprifuoco non si fa altro che creare allarmismo quando davvero non ce n’è bisogno. Con questo coprifuoco via Quarenghi potrebbe trasformarsi in una strada spenta, buia, piena di controllo e di paura, mentre bisognerebbe fare di tutto perché fosse viva, vissuta, illuminata e frequentata da tutti e da tutte.

Gli effetti negativi, inoltre, ricadranno anche sui commercianti e sui residenti:

Con questa ordinanza saranno duramente colpiti i negozianti, che già faticano a lavorare in una via sempre meno frequentata, e saranno colpiti tutti gli abitanti di questa città, perché dover vivere una zona di coprifuoco è come dover vivere in una città blindata.

Il volantino si conclude così, rivolgendosi ai responsabili:

Lega e destra continuano a puntare il dito su via Quarenghi, come se fosse un bersaglio: controlli insistenti (con tanto di elicottero), retate rumorose, costose e inutili e, per finire, questa ordinanza, ora al vaglio della Prefettura, che, se firmata, darebbe vita ad un vero e proprio coprifuoco nella via. Un’ordinanza di cui soffriremmo tutti noi cittadini di Bergamo, che vorremmo invece una città aperta, libera e viva; un’ordinanza che provocherebbe una dannosa discriminazione tra via Quarenghi e il resto della città, creando artificiosamente preoccupazione, disagio, senso di insicurezza, sia tra chi via Quarenghi la vive, sia tra chi la ascolta da lontano. La Lega non è nuova a queste strategie: si crea un allarme sicurezza, un’emergenza su una zona particolare della città solo per ottenere consensi. Si costruisce un ghetto (un’intera via!), un capro espiatorio, solo per giustificare una logica fatta di propaganda e repressione, che potrebbe estendersi a macchia d’olio sulla città. A Milano, recentemente, il Tar ha bloccato il coprifuoco giudicandolo illegittimo. A Bergamo non vogliamo nessun coprifuoco.

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