La morte della Lega

Marco Lusetti è stato protagonista di una vicenda poco chiara – riassunta qui -, che ne ha causato l’espulsione dalla Lega Nord. L’espulsione ha provocato la reazione di Lusetti, che ha preferito non andare a fondo da solo, ma trascinare con sè mezzo partito.

Oggi Claudio Cerasa pubblica l’ultimo capitolo della serie, e cioè una lettera di Lusetti, che comincia così:

Che la Lega Nord sia diventata un Partito con tutti i difetti, gli usi e costumi ascrivibili ai Partiti della prima Repubblica è un sentimento comune, che la maggioranza degli “iscritti storici” percepisce e tocca con mano. Dal 18 Ottobre 2010, data in cui il Consiglio Federale si è riunito per modificare il Regolamento di attuazione dello Statuto della Lega Nord ne abbiamo la conferma scritta.

Il Regolamento inserisce un principio comportamentale, e secondo Lusetti il solo inserimento è sufficiente per testimoniare la deriva leghista. Il principio prevede che

“Coloro che ricoprono incarichi elettivi o di nomina politica si impegnano a non servirsi della propria qualifica per realizzare comprovati vantaggi o profitti illegittimi a sé stessi o ad altri, non coincidenti con l’ interesse pubblico”.

Ma il passaggio che, effettivamente, fa sorgere diversi dubbi è:

”Il verificarsi di tali situazioni , fermo restando altre responsabilità civili o penali, può avere come conseguenza l’espulsione dal Movimento ad opera del Consiglio Nazionale competente”

Il grassetto sottolineato è di Lusetti.

Vergogna amplificata ancora di più, quando leggiamo che lo stesso Regolamento Federale, prevede invece l’espulsione automatica, per chi commette il “gravissimo reato” di candidarsi in una lista civica non autorizzata.

Nello stesso Regolamento

la Lega Nord ha sancito anche la sua propensione centralista e verticistica, arrivando a scrivere che gli elenchi dei candidati o degli aspiranti Assessori a tutti i livelli (pure a livello dei Comuni) dovranno essere inviati alla Segreteria Federale centrale di Milano, che verificherà questi elenchi, la quale “rilascerà il successivo ed indispensabile Nulla Osta”.

Lusetti sia avvia quindi alla conclusione:

Con rammarico invece è risultato palese in questi ultimi due anni, che la Lega Nord non esiste più, è diventato un Partito da prima Repubblica, a difesa degli interessi di pochi, che utilizza la morale a senso unico, contro chi non è allineato al pensiero unico dell’“establishement”; una “Partitocrazia Verde” che utilizza la “macchina del fango” per delegittimare e demonizzare chi cerca di portare avanti progetti riformatori, meritocratici e di trasparenza.

E chiude, con toni drammatici:

Non resta che dire : “Lega Nord – Rest in Peace”

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