Perché quelle proteste?

Tre giorni fa, a Brescia, un funzionario di polizia ha ordinato di caricare cittadini inermi. Vi siete chiesti come mai, sia in questa città che a Milano, ci sono degli immigrati che protestano da giorni? All’origine di tutto ciò vi è una pessima decisione del Viminale, risalente allo scorso marzo. Ma facciamo un passo indietro. Ricordate la sanatoria del settembre 2009? Già discriminatoria alla nascita poiché valida solo per colf e badanti, unica condizione per potervi accedere era quella di non aver subito condanne per reati di pericolosità sociale. Sul sito del Ministero venne scritto con chiarezza che avrebbe potuto usufruirne anche chi, in precedenza, era stato espulso. Gli immigrati desiderosi di ottenere la propria regolarizzazione presentarono così domanda, versando 500 euro a testa. Lo stato incassò 147 milioni di euro. E fino a qui tutto bene. Ma cosa accade a marzo? Il capo della polizia, Manganelli, pubblica una circolare in cui c’è scritto quanto segue:

E’ stato segnalato l’insorgere di dubbi interpretativi riguardo l’inquadramento della condanna inflitta per il reato di cui all’art. 14, comma 5 ter, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modifiche ed integrazioni, violazione dell’ordine di allontanamento del Questore, tra i reati ostativi alla fruizione della procedura di emersione, prevista dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.
Si premette che, ai sensi dell’art. 1 ter, comma 13, lettera c), della suddetta legge, costituisce motivo ostativo la condanna, anche con sentenza non definitiva, compresa quella di cui all’art. 444 c.p.p., per uno dei reati previsti dall’art. 380 e 381 del c.p.p., per i quali è obbligatorio o facoltativo l’arresto in flagranza di reato.
Tra essi, rientra nell’ambito dell’art. 381 c.p.p. la prima figura di reato prevista da citato art. 14, comma 5 ter, che punisce, con la reclusione da uno a quattro anni, lo straniero che senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio dello Stato in violazione dell’ordine impartito dal Questore di allontanarsi dal territorio nazionale entro cinque giorni.

Ci troviamo dunque di fronte a una misura che, all’improvviso, ha tolto a migliaia di persone la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno. E, come se non bastasse, il ministero degli interni non ha restituito i soldi agli immigrati.
Poi vi meravigliate quando protestano esasperatamente.

P.R. anche su On The Nord

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