Venice City-Region

Cifre da capogiro, per la città metropolitana Venezia-Padova-Treviso. Le ha raccolte l’Ocse, che parla di

un Pil pro-capite di quasi 40mila dollari, paragonabile a Toronto e Barcellona, ed un tasso di crescita economica in linea con quelli di Londra, Stoccolma e Houston.

Tra l’altro, abbiamo anche una notizia per Marchionne, che rende un po’ stupido il dibattito sul modello Pomigliano, da applicare a tutta Italia:

La popolazione della città-regione Venezia, cui si ascrive ben un quarto dell’export nazionale, risulta più ricca rispetto alla media italiana e, pur al di sotto della media europea, sta colmando rapidamente il divario, con livelli di produttività del lavoro paragonabili a quelli di Londra, Francoforte, Monaco e Tokyo e un incremento economico che la pone tra i primi dieci posti in Europa.

Il rapporto Ocse si conclude lanciando alcune sfide per il futuro, e cioè:

Lo sviluppo della capacità di innovazione e il miglioramento di mobilità e collegamenti e l’adozione di un sistema di governance metropolitana.

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4 thoughts on “Venice City-Region

  1. friuli venezia giulia?

    P.S:
    non mi risulta che vi sia alcun paese, paesello, frazione, grumo di case che si chiami “pomigliano” tra venezia, treviso e padova. e sì che l’ho girata parecchio questa zona…

    • Esatto, è proprio quello che scrivo. Nessuna “Pomigliano” tra Venezia, Treviso e Padova. Da qui il surreale dibattito sul modello Pomigliano come modello per l’Italia intera.

      p.s. che distrazione terribile, grazie per la correzione 🙂

  2. scusami, sai, ma il “metodo marchionne” si applicherebbe solo agli stabilimenti del gruppo FIAT, che ad est del Mincio non esistono, come puoi vedere nella lista a pié commento, intendevo dire questo…
    anzi la struttura produttiva di PaTreVe è completamente diversa da quella del “grande stabilimento”, essendo caratterizzata da aziende medie o piccole, in cui
    la capacità contrattuale del lavoratore risiede più nella possibilità di cambiare azienda, che nell’attività sindacale.

    unica eccezione sono ovviamente le grandi industrie di Porto Marghera, che guardacaso stanno piano piano chiudendo, e laddove non chiudano utilizzano sempre più manodopera da agenzie di soministrazione, in modo da avere forza-lavoro (spesso straniera) molto più flessibile e a basso costo (non sindacalizzata, e se non ci sono commesse, non la si assume e non la si paga)…

    se la tua intenzione è quella di “esportare” il metodo PaTreVe a Pomigliano, allora l’unico modo sarebbe semplicemente chiudere la fabbrica e lasciare la formazione di posti di lavoro alle capacità imprenditoriali locali. oppure licenziare i lavoratori e poi assumerli tramite agenzie di somministrazione- lavoro, come viene fatto a Venezia con i neoassunti (e ciò assomiglia a quello che vuol fare Marchionne, che “licenzia” i lavoratori di Pomigliano e li “riassume” tramite una NewCo controllata da FIAT, in cui però vengono applicati criteri contrattuali diversi da quella dei lavoratori FIAT degli altri stabilimenti italiani).

    Stabilimenti Gruppo FIAT in Italia:
    Atessa (Chieti), Bairo (Torino), Bolzano, Brescia, Cassino (Frosinone), Castenedolo (Brescia), Grugliasco (Torino), Maranello (Modena), Melfi (Potenza), Modena, Piacenza, Pomigliano d’Arco (Napoli), Pontedera (Pisa), San Giorgio Canavese (Torino), Sant’Agata Bolognese (Bologna), Suzzara (Mantova), Termini Imerese (Palermo), Torino

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