Le storie degli ultimi

Notizie che i media nazionali non considerano, e che quindi passano, senza lasciare traccia. Storie di tutti i giorni, che nessuno racconta mai. I protagonisti sono gli ultimi della terra, e gli ultimi della terra fanno notizia solo quando possono essere indicati come cattivi, farabutti e delinquenti. Quando gli ultimi della terra sono sfruttati dai nostri connazionali, invece, preferiamo distogliere lo sguardo. E così facendo distogliamo lo sguardo anche dalle falle della legge che governa l’immigrazione in Italia, che offrono spazi d’azione per chi ha intenti criminosi.

In questi giorni, però, le storie sono troppe, e sono incredibilmente concentrate, dal punto di vista geografico.

Un ingegnoso trucco, l’ennesimo, escogitato per lucrare sul problema del collocamento di lavoratori stranieri. Nella fattispecie le badanti.

Attiravano in Italia giovani nigeriane, la promessa era delle più classiche – un lavoro, una retribuzione che potesse dal loro l’opportunità di cambiare vita, aiutare la famiglia di origine – ma una volta arrivate le ragazze venivano sbattute per strada, costrette a prostituirsi.

Falsi stage nelle aziende odontotechiche del territorio, percorsi di studio e formazione grazie ai quali gli stranieri ottenevano facilmente il permesso di soggiorno.

E infine, solo qualche chilometro più in là:

Anche la povertà può essere un business. Succede a Marghera, dove hanno scoperto che un paio di cittadini – chissà se sono gli unici – arrotondavano le entrate casalinghe offrendolavoro e residenza agli immigrati. Casi singoli od organizzazione clandestina?

Sì, lo so, sto per fare demagogia allo stato puro. Ma vorrei comunque far notare che, alle elezioni regionali di marzo, la Lega Nord ha ottenuto il 48,5% dei voti in provincia di Treviso.

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