Trieste e Treviso, sono pazzi questi padani

La voce Wikipedia dedicata a Trieste colpisce immediatamente, alla prima riga:

Tergeste in latino, Trieste in dialetto triestino, Trst in sloveno, Triest in tedesco, Trieszt in ungherese.

Ecco, scordatevi la poesia. L’ennesima ordinanza lungimirante (si fa per dire) vieta ai musicisti di strada di suonare per le vie centrali della città. L’ordinanza spiega che ci troviamo di fronte a

comportamenti che possono causare scadimento della qualità della vita e del decoro urbano.

E perciò ordina lo sgombero per chi esercita

mestieri di strada di suonatore ambulante, cantante, cantastorie e similari.

L’ordinanza è stata estesa anche ai banchetti per raccogliere le firme. 500 euro di multa se

dietro quella richiesta di firma contro la droga si nascondono interessi diversi ed è un raggiro.

L’assessore alla Vigilanza (!), interpellato da Il Piccolo, annuncia che l’ordinanza verrà presto estesa. Ulteriormente. E qui arriva il passaggio che aspettate sin dall’inizio del post:

Irragionevole vedere dei marcantoni che vendono libri illeggibili per via, perché non vanno a lavorare, a un’agenzia interinale, o alla Caritas?

Sì, avete capito bene, un’ordinanza anti-extracomunitari. Non sta bene vedere dei marcantoni che vendono libri illeggibili.

Ricapitolando: niente musicisti di strada, niente cantastorie e similari, niente extracomunitari che vendono libri, banchetti per la raccolta delle firme sotto controllo.

La replica la lasciamo agli stessi musicisti di strada:

L’idea che siano gli artisti di strada a compromettere la qualità della vita nella città, e non speculatori e inquinatori vari, il proliferare di gazebo, ingorghi del traffico e bancarelle, che la sicurezza dei cittadini sia minacciata da uno strumento musicale e non dalla desertificazione degli spazi urbani provoca ripugnanza e rabbia verso questo provvedimento.

Ah, dimenticavo: stiamo parlando della stessa amministrazione che quattro anni fa fece segare delle panchine in città. Non stava bene, anche in quel caso, che ci si sedessero, proprio sotto Natale, alcuni clochard. Il sindaco di Treviso, che aveva già risolto simili problemi alla stessa maniera, si augurò di non dover intervenire di nuovo per

liberare Trieste una seconda volta da queste nuove orde bolsceviche spinte dal vento gelido della steppa.

Sono pazzi suonati questi padani.

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6 thoughts on “Trieste e Treviso, sono pazzi questi padani

  1. Pingback: Storie fantastiche, ai confini del mondo | un blog per conservarsi

  2. Trieste è una città meravigliosa ma la cosa che mi è rimasta più impressa sono 16 euro per 4 caffé e 4 bottigliette da 20cl dietro piazza Unità d’Italia (neanche a piazza Navona credo osino tanto). Forse il sindaco e l’assessore dovrebbero pensare più a queste cose (che stanno rovinando il turismo italiano) e meno ai musicisti di strada

  3. Pingback: Trieste e Treviso, sono pazzi questi padani « TIRESIA

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