La Svizzera va avanti: cerchiamo di stare al passo

Cade l’ultimo diaframma del Tunnel ferroviario di Base del Gottardo, la galleria più lunga del mondo con i suoi 57 chilometri, e la Svizzera esulta. L’opera servirà, a partire dal 2016, ad accorciare di oltre un’ora la distanza da Milano a Zurigo (si viaggerà in 2h e 40 minuti) ed a mettere in collegamento diretto la Lombardia con l’Europa Centrale e i porti dell’Oceano Atlantico, ma soprattutto permetterà l’incremento del traffico su rotaie (il 50% in più), con notevoli vantaggi per l’ambiente e la sicurezza. Una politica coraggiosa e che guarda al futuro quella svizzera, a cui fanno da contraltare le nostre opere lacunose in termini di infrastrutture. E l’ultimo esempio è quello della Pedemontana: un progetto che rischia di risultare devastante per il verde del nostro territorio, trasformandosi in un cantiere eterno, con costi che quasi sicuramente finiranno per lievitare rispetto a quelli preventivati. Non solo: come denuncia Damiano Di Simine (presidente di Legambiente Lombardia), “le autostrade lombarde, semmai verranno ultimate, rischiano di collassare subito dopo l’apertura del nuovo Gottardo Svizzero, se – come sembra – non ci prepariamo a fare i conti con quell’opera, che impone nuovi collegamenti ferroviari e un complessivo rilancio del trasporto e della logistica ferroviaria: esattamente l’opposto di quanto sta avvenendo in Italia, dove le ferrovie smantellano la divisione Cargo, dismettono gli scali merci, impediscono l’ingresso di operatori merci sulla rete ferroviaria“.
La speranza è che il nostro assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, intervenuto alla cerimonia di apertura, comprenda l’importanza di tale opera ed i notevoli benefici che è in grado di offrire il trasferimento modale del traffico merci da gomma a ferro, con un trasporto più sostenibile.
Gli svizzeri ci mostrano la strada da seguire – dichiara infatti Dario Balotta, esperto trasporti di Legambiente Lombardiapeccato che invece sul versante sud delle Alpi ci si limiti ad aprire cantieri elettorali di devastanti opere autostradali che chissà quando, e se, saranno completate. Nella completa assenza di una pianificazione della mobilità in Lombardia, il dono fattoci dagli Svizzeri rischia di trasformarsi in incubo, perché il nostro governo regionale non sta facendo nulla per attrezzarsi in attesa della rivoluzione dei trasporti che il nuovo tunnel del Gottardo potrebbe permettere“.

P.S. anche per On the Nord

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One thought on “La Svizzera va avanti: cerchiamo di stare al passo

  1. La Pedemontana si sarebbe potuta fare benissimo a costi assai più ridotti se si fosse governato con più lungimiranza lo sviluppo urbanistico veneto degli ultimi decenni.

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