Le peripezie del governatore Cota

Ieri, in Consiglio regionale del Piemonte, si è scatenata una bagarre quando il capogruppo del Pd, Aldo Reschigna, ha dichiarato:

Manca Cota. Anche oggi il presidente non c’è, dall’otto maggio su 36 sedute ha presenziato solo a 8. Ma lo vediamo sempre in televisioni nazionali.

A ventiquattro ore di distanza, Cota è stato pizzicato, indaffaratissimo, a Roma, impegnato a banchettare con i compagni di partito insieme a Gianni Alemanno e Renata Polverini, per suggellare la pace a seguito delle polemiche sorte sul S.P.Q.R. à la Bossi.

E Cota che ci stava a fare? Attovagliato al banchetto allestito in piazza Montecitorio, a celebrare la riconciliazione dei leghisti con i cittadini dell’Urbe, il nostro governatore svolgeva la funzione del badante del capo, in fondo il ruolo che gli ha garantito la fulgida carriera nel Carroccio e nelle istituzioni. Du spaghi all’amatriciana ma l’occhio vigile alle mosse dell’Umberto, come sempre circondato dal cordone della prima guardia pretoriana leghista.

Vabbè, nel frattempo, attendiamo l’esito del riconteggio.

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