Firmo tutto io

Il Post pubblica uno dei documenti che i Radicali hanno sottoposto a perizia calligrafica, contenente firme “sospette” (si fa per dire) a sostegno della candidatura di Roberto Formigoni alla presidenza della Regione Lombardia. Le firme riconducibili alla stessa persona sarebbero circa 350:

A vederle, vien da chiedersi se fosse necessaria la perizia calligrafica.

Formigoni replica così:

È la solita iniziativa propagandistica dei radicali ai quali non intendo fornire alcuna eco. Facciano la querela che hanno minacciato, risponderemo in quella sede. Le loro affermazioni sono del tutto false, offensive e infondate. Gli elettori si sono pronunciati chiaramente, dando la vittoria a me a alla mia coalizione, e nessuno riuscirà a rovesciare la loro volontà.

Giuseppe Civati, consigliere regionale del Partito Democratico, non intende lasciar correre:

La denuncia dei Radicali è da tenere in grande considerazione e speriamo che la magistratura faccia luce al più presto. Quello che è sicuro è che in base alla legge Formigoni non si sarebbe potuto ricandidare per la terza volta consecutiva. Quello che contribuisce a rendere torbida tutta la vicenda legata all’esclusione del listino del presidente alla vigilia delle scorse regionali, poi riammesso a pochi giorni dal voto, è stato il pressing, tra mozzarelle e passeggiate, che Formigoni avrebbe esercitato nei confronti del presidente della corte d’Appello, Alfonso Marra, come emergerebbe dall’inchiesta sulla P3. Se venisse confermato il falso ci troveremmo di fronte a un caso veramente grave di cui Formigoni e il centrodestra lombardo dovrebbero assumersi la piena responsabilità ma sappiamo già che non lo faranno.

E su Facebook ironizza:

Scrivere 373 volte di fila: «Firmigoni ha presentato firme false».

Update: Varesenews ha raccolto la testimonianza dei firmatari dalla calligrafia “molto simile”:

A smentire i radicali sono le parole che abbiamo ascoltato da Ennio Ignelzi: il suo nome e la sua firma compaiono (tra le altre) nello stesso modulo insieme a quelle di Alba, Luciano, Silvano e Luigino Ignelzi. Tutte obiettivamente molto simili, ma il signor Ennio, residente a Gallarate e titolare di una ditta meccanica, smentisce decisamente ogni ipotesi di falso: «Nessun falso, siamo andati insieme a firmare nella sede del Pdl di Gallarate e abbiamo firmato. Tutto regolare e controllato. Forse la penna era simile, ma non ci sono state irregolarità».

Sono parenti, e hanno quindi una calligrafia molto simile. Una tesi interessante.

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